La notizia: frena ancora inflazione, a minimi da 2009 (ore 17)
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 31 mar. – Frena ancora l’inflazione a marzo. L’indice per l’intera collettivita’ calcolato dall’Istat e’ cresciuto dello 0,4% su base annua, contro il +0,5% di febbraio: si tratta del dato piu’ basso da ottobre 2009. Su base mensile l’indice registra un incremento dello 0,1%. Il rallentamento dell’inflazione, spiega l’istituto, e’ imputabile alla flessione su base annua dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati e degli Alimentari non lavorati e all’ulteriore attenuazione delle dinamiche inflazionistiche rilevate per quasi tutte le rimanenti tipologie di beni e servizi. Da segnalare la riduzione dello 0,5% segnato dal prezzo delle sigarette: il primo calo da gennaio 2002. L'”inflazione di fondo”, al netto degli alimentari freschi e dei beni energetici, scende allo 0,9%, dall’1,0% di febbraio; al netto dei soli beni energetici, rallenta di due decimi di punto percentuale, portandosi allo 0,8% (da +1,0% del mese precedente). Il lieve rialzo mensile dell’indice generale e’ invece da ascrivere principalmente agli aumenti – su cui incidono anche fattori stagionali – dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+0,6%) e di quelli Ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,3%); contribuisce, inoltre, l’incremento congiunturale dei prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (+0,3%). L’inflazione acquisita per il 2014 sale allo 0,2%, dallo 0,1% di febbraio. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, diminuiscono dello 0,3% su base mensile e crescono dello 0,7% su base annua, in attenuazione dal +1,0% di febbraio e minimo da novembre 2010. Secondo Confcommercio resta la crisi dei consumi e c’e’ il rischio che il paese scivoli in una pericolosa situazione di deflazione: “La permanenza su dinamiche molto contenute, per il settimo mese consecutivo su valori inferiori all’1%, e piu’ basse rispetto alla media rilevata nell’eurozona rappresenta un dato che poche volte si era registrato nella nostra economia ma soprattutto conferma il perdurare della crisi che da oltre due anni coinvolge la domanda per consumi”, commenta l’Ufficio Studi. Federconsumatori e Adusbef sottolineano che “continuano a essere pesanti le conseguenze dell’aumento dei prezzi sui bilanci delle famiglie. Un aggravio che, in termini annui, ammonta (per un nucleo familiare di 3 persone) a 248 euro”. Il capo economista di Nomisma, Sergio De Nardis, evidenzia che i dati dei prezzi al consumo di marzo dicono che “la ripresa e’ debole”. Infine per il Codacons “e’ una buona notizia che i prezzi siano scesi, anche se ovviamente la ragione di questa diminuzione e’ il drammatico crollo dei consumi e la difficolta’ che hanno le famiglie ad arrivare a fine mese”. (AGI) Red/Ila
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