5 Dicembre 2005

La neve costa cara alla città



E adesso si contano i danni. Dopo la neve e la strage degli alberi, dopo i marciapiedi ghiacciati e la città paralizzata. Almeno 500mila euro potrebbe rimetterci solo l`Atm per gli uomini che hanno lavorato, i bus fatti uscire dai depositi per sostituire i tram bloccati, gli incassi che non sono arrivati e le linee elettriche tranciate da rami e tronchi caduti. Per otto centimetri di neve. Una cifra, quella dei danni, non ancora ufficiale che Atm potrà stabilire con esattezza solo oggi. E che è destinata a salire quando anche il Comune avrà steso la lista delle auto e dei motorini danneggiati, degli operai e degli spargisale che hanno lavorato tutto il fine settimana per far ripartire la città. Perché Milano è ripartita, così come i mezzi che hanno ripreso a viaggiare da ieri pomeriggio. Anche se continua la polemica politica. A colpi di accuse e annunci di querele ed esposti. è ripartita, Milano. Poco alla volta. Alle 16,30 anche i tram e i filobus sono tornati a circolare – solo in via Mac Mahon si è continuato a lavorare e i mezzi dovrebbero riprendere questa mattina – nonostante in molti avessero pensato bene di parcheggiare le auto sulle rotaie deserte. E per tutto il giorno vigili urbani e pompieri, personale dell`Atm e del pronto intervento del Comune si sono divisi da una parte all`altra della città. Con il traffico in tilt, al mattino, per la maratona e il ghiaccio che ricopriva ancora molti marciapiedi. Risultato, l`assedio ai centralini del 118 – una cinquantina le chiamate per le cadute o gli incidenti causati dalla neve – ma anche a quelli della polizia municipale e del coordinamento dei Comitati milanesi. “è dovere di Palazzo Marino ripulire i 15 milioni di metri quadrati di strade ma spetta ai condomini sgombrare i 4mila chilometri di marciapiedi, come da regolamento comunale approvato da tutti i consiglieri“, ha ricordato il vicesindaco Riccardo De Corato. E se il Codacons annuncia un esposto alla Procura perché valuti “se ci sono profili penali rilevanti“ nel disastro che si è abbattuto su Milano, continua la battaglia tra De Corato e gli ambientalisti. Quelli che, accusava sabato il vicesindaco, “ci hanno impedito di tagliare gli alberi moribondi“.
Accuse per cui i verdi Carlo Monguzzi e Maurizio Baruffi annunciano una querela e un risarcimento danni da un milione di euro “che – spiegano – devolveremo al Comune per la cura degli alberi: come hanno confermato gli agronomi i rami sono caduti perché carichi di foglie. Cause naturali miste a incuria dell`amministrazione. Il vicesindaco invece di chiedere scusa ai milanesi ha dato la colpa ai Verdi. Dovrebbe vergognarsi e assumersi le sue responsabilità“. Ma De Corato, che oggi in consiglio comunale è pronto a rispondere al centrosinistra, replica: “Sono questioni che si affrontano in sede politica. Se i Verdi, in mancanza di argomenti, si rivolgono al tribunale non ho timori. Mi riferivo alla difficoltà che comporta il doversi confrontare con la cultura dei Verdi, sempre pronti a creare polemiche di fronte a necessari abbattimenti di alberi“.

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