15 Gennaio 2007

La multiproprietà procede a piccoli passi

La multiproprietà procede a piccoli passi. Diffusa soprattutto negli anNi ottanta quando era quasi un fenomeno di moda, negli ultimi tempi ha perso slancio tanto che il numero di italiani che acquistano una nuova unità abitativa per un determinato periodo dell`anno per più anni cresce al rallentatore a un tasso del 4% annuo. Secondo i dati, nel nostro Paese sono circa 120mila le famiglie con una casa di villeggiatura in condivisione, solo leggermente sopra al numero registrato cinque anni fa. Ben diversa la situazione al di fuori dei confini nazionali dove il settore si sta sviluppando a velocità esponenziale. In altri paesi europei si parla di vero e proprio boom che sta attirando gli investimenti dei grandi operatori del comparto come il colosso del turismo Tui ma anche delle grandi catene alberghiere come Hilton, Marriott, Sheraton, Inter Continental. La logica da cui nasce la multiproprietà è attraente: perché pagare per intero il valore di un immobile da vacanza che viene utilizzato solo qualche settimana all`anno? Un bilocale da 4-5 posti letto in buona posizione costa a Cortina d`Ampezzo o a Porto Rotondo dai 600 agli 800 mila euro, quasi mai utilizzato al di fuori dei periodi di punta. Con una spesa nettamente inferiore dai 10 mila ai 20 mila euro si ottiene il diritto ad abitare lo stesso bilocale per una settimana nel periodo di punta. Quali sono allora i motivi della crisi del mercato italiano? Per Gioietta Chargé, Presidente dell`Associazione italiana utenti della multiproprietà (www.unamulti.com), i grandi fallimenti che negli anni passati hanno coinvolto le grandi società che operavano in questo settore non hanno contribuito a vivacizzare il mercato. Allo stesso tempo non si sono costruiti nuovi immobili e dunque nel nostro Paese l`offerta è rimasta al palo. “Il mercato si è fermato, ma la multiproprietà è un`idea vincente che funziona soprattutto in periodi di crisi economica perché permette alle famiglie di andare in vacanza a costi notevolmente più limitati di quelli necessari a poter usufruire degli stessi prodotti turistici acquistati in forma tradizionale anno per anno“, dice Gioietta Chargé. Le motivazioni di questa stagnazione sono molteplici secondo Ettore Parlato Spadafora, il Presidente del Aim, Associazione Italiana del Dimezzare e della Multiproprietà (www.immote.it): “La crescita lenta è dovuta a un forte attaccamento di noi italiani al concetto tradizionale di proprietà“, dice Stupefarai. Secondo l`Aim sulla mancata crescita ha inciso anche l`assenza di una legislazione ad hoc (fino al 1998) e la conseguente perplessità del nostro sistema giuridico che pretende un preciso inquadramento dei contratti all`interno del sistema normativo vigente. Pertanto in Italia la pratica della multiproprietà non ha ritrovato quella flessibilità normativa dei Paesi anglosassoni di common law“. Il Codacons punta invece il dito sulle elevate spese di gestione di questa particolare formula: il multiproprietario è infatti obbligato a pagare un canone annuo di spese sia che utilizzi, sia che non utilizzi il bene. Per l`associazione a tutela dei consumatori questi costi, che partono dai 400 euro l`anno, rendono poco concorrenziale l`investimento rispetto ai moderni pacchetti turistici che oggi con pochi euro offrono albergo e volo magari nella stessa località di villeggiatura. Inoltre questo debito certo e illimitato nel tempo ha provocato l`insoddisfazione di moltissimi multiproprietari soprattutto di quelli che, per il mutare di condizioni e di abitudini, non utilizzano regolarmente il proprio bene. In più il disinvestimento, se non si è disposti a svendere, richiede tempi lunghi, anche perché il potenziale acquirente si trova di fronte a un eccesso di offerta ed è in posizione di forza. Sul mercato sono sbarcate società che promettono di occuparsi della rivendita chiedendo subito una congrua provvigione anche di 800 euro ma nonostante le cifre astronomiche non garantiscono la vendita. Ovvio che bisogna diffidare di questi soggetti. La soluzione migliore è rivolgersi alla società da cui si è acquistato evitando ogni forma di anticipo . Le società che si occupano della rivendita non può infatti pretendere acconti. L`Aim fornisce una lista di soggetti affidabili e indicazioni utili si trovano anche sul sito www.unamulti.com dove è anche possibile inserire gratuitamente gli annunci di vendita.

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