La morte in autostrada di Gennaro Diglio
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fonte:
- Il Mattino
Eboli- La morte in autostrada di Gennaro Diglio, 45 anni, non è stata causata "da responsabilità di terzi". L’inchiesta è chiusa. L’Anas non ha colpe. Così scrive il Gip Lerose nell’atto di archiviazione dell’indagine. Della stessa idea è il pm Polito. Non la pensa così il Codacons di Eboli: «Abbiamo spulciato il fascicolo – afferma Antonio Del Mese, consulente del Codacons – Abbiamo letto e riletto le relazioni della polizia stradale, firmate dagli ispettori Antonio De Bellis e Silvio Magliano. Noi siamo convinti che ci siano delle responsabilità evidenti dell’Anas nell’incidente avvenuto tra Battipaglia ed Eboli, lungo la corsia sud dell’autostrada. Basta vedere le foto raccolte dalla polizia stradale per farsene un’idea». Secondo Del Mese l’incidente è avvenuto presso una canaletta di cemento per lo scolo dell’acqua che doveva essere protetta da un guardraill. Inoltre, secondo il Codacons, in prossimità dell’incidente c’erano degli alberi di ulivo. Diglio ne ha abbattuto uno e si è fermato contro il secondo albero. E anche in questo caso, le barriere di protezione erano obbligatorie e non facoltative e toccava all’Anas installarle». Infine, c’è un dettaglio fatale. L’esame esterno effettuato dal dottor Luigi Mastrangelo dimostra che il conducente della Fiat Stilo: «È morto per il grave trauma cranico provocato dall’entrata della barriera di protezione nell’auto» chiosa ancora Del Mese. Se l’inizio del guardraill «era protetto con una coda di rodine, come previsto dal codice della strada, salvavamo una vita umana». Tre dubbi. Tre irregolarità macroscopiche, secondo il Codacons. Tre teorie che spingono l’associazione dei consumatori a chiedere la riapertura dell’inchiesta. «In quell’incidente – riparte il consulente del Codacons – rimasero gravemente ferite la moglie e le due figlie gemelle di Diglio, ricoverate in ospedale in prognosi riservata». La morte di Gennaro Diglio avvenne di domenica pomeriggio. Era il 3 maggio scorso. Il dipendente di In Tavola stava rientrando da una passeggiata in costiera amalfitana. Era in compagnia della moglie e delle due figlie. La Fiat Stilo uscì di strada, colpì il cuspide di una barriera di protezione e finì nella scarpata. L’incidente avvenne sotto la Castelluccia di Battipaglia. L’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Salerno si è conclusa senza colpevoli.
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