La mini-naja in manovra. Ma la divisa si paga
– ROMA – TRE SETTIMANE da reclute. Dedicato a chi ha a cuore «l’ amor di Patria». Ignazio La Russa, ministro della Difesa, ieri è riuscito a far mettere nero su bianco quello che è un suo ‘ pallino’ da sempre: la mini-naja. La misura è entrata a far parte della manovra economica grazie a un emendamenrto presentato dal relatore Pdl, Azzollini, lo stesso che venerdì aveva previsto di tagliare le tredicesime alle forze dell’ ordine. E così ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni potranno fare la loro esperienza militare. Basterà che siano sani e che non abbiano mai assunto droghe. Costo per lo Stato, 19,8 milioni da qui al 2012. Costo per i partecipanti, una cauzione che sarà restituita a fine corso. Obiettivo della mini-naja, come si legge nell’ articolato della norma presentato in commisione Bilancio, è quello di diffondere «i valori della cultura, della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni». Critiche sulla manovra continuano a fioccare da più fronti, ma Berlusconi sposa la logica delle maglie strette voluta da Tremonti: «La ripresa sarà tanto più salda quanto più sarà legata a una politica di rigore», sottolinea il premier, che spiega: «Tutti gli organismi internazionali hanno apprezzato i nostri risultati e gli ultimi dati economici confermano in assoluto la validità delle linea del Governo in questi mesi difficili. la velocità della ripresa è aumentata». Resta il fatto che la Sardegna governata da Cappellacci (Pdl), si dice pronta a ricorrere alla Corte costituzionale contro i tagli alle Regioni. Il Codacons vuole invece mandare un esposto alla Commissione Ue per gli aumenti delle autostrade e minaccia una class-action.
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