23 Aprile 2010

La minicar rosa sbanda per la velocità, scavalca il marciapiede e travolge un bambino di 5 anni

ROMA – La minicar rosa sbanda per la velocità, scavalca il marciapiede e travolge un bambino di 5 anni a passeggio con la zia. E riesplode la polemica sulle macchinine, troppo pericolose, accusano le associazioni di genitori e consumatori, servono delle norme più severe. Una decina di giorni fa due ragazzini sono morti a Roma alla guida delle piccole vetture, (Jacopo Fanfani, 17 anni, sull’ Olimpica, e Federica Lupi, di 15, all’ Olgiata). Ora il bambino travolto da un sedicenne spericolato che viaggiava con amico a fianco, cosa che la legge proibisce, aveva probabilmente modificato il motore per andare più veloce e non era nemmeno assicurato. E’ accaduto di nuovo a Roma, poco dopo le 18 di mercoledì sera, in via Ortona dei Marsi, a Massa San Giuliano, periferia est. Ekelma, che appartiene a una famiglia di sinti italiani, non è riuscito a tenere il controllo della microcar, dopo l’ impatto con i due pedoni la vettura si è ribaltata più volte. Il bambino è stato ricoverato all’ ospedale Sandro Pertini, ha riportato solo delle contusioni e guarirà in dieci giorni. Lo stesso la zia, in ospedale con il bimbo. Ekelma è stato multato per guida pericolosa, la macchinetta semidistrutta è stata sequestrata perché senza assicurazione. E dire che nei giorni scorsi a Roma, dopo la catena di incidenti mortali, i vigili urbani avevano fatto controlli a tappeto, oltre 200 piccole vetture fermate, davanti ai licei, vicino ai bar, nelle piazze e nei posti di ritrovo dei ragazzi. Risultato della "retata": 38 automobiline sequestrate e i ringraziamenti dei genitori, una volta tanto alleati delle forze dell’ ordine. L’ amministrazione comunale assicura che non abbasserà la guardia con controlli sulle strade, ma anche con corsi di formazione per ragazzi. Altro non si può fare in attesa del nuovo Codice della Strada che prevede norme più severe per le minicar. Il testo entro la prossima settimana sarà licenziato dalla Commissione Trasporti del Senato, assicura il senatore Angelo Maria Cicolani, relatore del disegno di legge sulla sicurezza stradale. «Il 4 maggio ne discuteremo in Aula», spiega. Poi il testo tornerà alla Camera, «ma prima dell’ estate la nuova legge sarà approvata», è convinto il senatore. Per le minicar è previsto un serio giro di vite: sarà obbligatorio indossare le cinture, non si potranno mettere al volante delle macchinette tutti quelli a cui è stata sospesa o ritirata la patente, chi trucca il motore rischia sanzioni fino a quattromila euro. Nulla è stato ancora deciso sull’ introduzione di una prova pratica per i conducenti, «ne discuteremo all’ inizio della prossima settimana. Ma la direttiva comunitaria prevede comunque, a partire dal gennaio del 2010, questo tipo di prova». Niente da fare invece, almeno per il momento, per il limite di età che in tanti chiedono sia innalzato dai 14 ai 16 anni. «La minicar è considerata in tutta Europa alla stregua di un motorino, il problema va quindi posto a livello comunitario. E lo faremo». L’ onorevole Gabriella Carlucci, dando voce alle associazioni dei consumatori e dei genitori, ha presentato una proposta di legge che prevede i 16 anni e la patente per la guida delle minicar e multe salatissime per chi le rende più veloci. Già in Commissione Trasporti alla Camera era stata introdotta una sanzione di 4mila euro per chi trucca i motori delle minicar. Perché questo è il vero problema: automobiline costruite per viaggiare a 40 chilometri orari con semplicissime modifiche possono raggiungere gli 80, i 100 diventando così "mine vaganti" sulle strade delle città, Roma in particolare con il record di vetturine in circolazione, circa cinquemila, e anche del numero di incidenti provocati dalle macchinette (133 nel 2008). «Serve prima di tutto un giro di vite contro le officine compiacenti che, dietro pagamento, tolgono i diaframmi alterando la velocità delle minicar», sostiene Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «Se verrà accertato che la vettura protagonista dell’ incidente a Roma ha subito modifiche al motore per aumentarne la velocità, allora il meccanico responsabile delle alterazioni dovrà essere indagato, oltre che per i reati legati al Codice della Strada, anche per concorso in lesioni gravi o gravissime», aggiunge Rienzi. C’ è chi chiede anche l’ intervento dei costruttori. «Sarebbe auspicabile obbligare le aziende costruttrici a sigillare il motore in modo da scoraggiare eventuali modifiche», sollecita Luigi Camilloni, presidente dell’ Osservatorio Sociale.

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