LA MICHETTA
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fonte:
- Corriere della Sera
E? rivolta. L? Associazione dei panificatori aderente all?Unione del commercio aumenta il «prezzo consigliato» della michetta del 35 per cento, da 3,70 a 5 euro al chilo? Le associazioni dei consumatori si ribellano. Movimento consumatori: «Boicotteremo i piccoli panettieri, meglio i supermercati». Federconsumatori: «E? una vergogna». Altroconsumo: «Se la maggioranza dei panettieri si adeguerà, saremo di fronte a una palese violazione del regime di concorrenza». Adiconsum: «Questo aumento è una presa in giro per i consumatori». Adoc: «Piange il cuore, ma l?unica via d?uscita sarà non comprare più la michetta». Codacons: «Rispetto all?inflazione, il pane aumenta quattro volte tanto. E? uno scandalo». Intanto, anche la Confesercenti prende le distanze dalla decisione dell?Associazione dei panificatori: «L?aumento del prezzo del pane è inopportuno e controproducente – dice il direttore, GianBruno Barbieri -. In questo modo i produttori artigianali rischiano di perdere terreno rispetto ai laboratori industriali».
IL PANE PIU? CARO – Il pane di Milano è il più caro d?Italia. Questo si deduce da un?indagine di Altroconsumo in sei grandi città. Il confronto che colpisce di più è quello tra Roma e Milano: se sotto la Madonnina la michetta sale a cinque euro al chilo, vicino al Colosseo la rosetta (parente stretta del panino meneghino) costa addirittura meno della metà: 1,90 euro. A Bari si sale a 2 euro al chilo. Circa 2,10 euro a Napoli. E poi 2,30 euro a Torino e 2,80 a Genova. Ma nessuna città si avvicina agli standard milanesi. Più bassi i prezzi del pane confezionato che si trova al super. «Nel giro di un anno, in media, è passato da 2,77 a 2,86 euro al chilo», spiegano gli esperti di AC Nielsen, istituto che monitora i prezzi della grande distribuzione.
LA DIFESA DEI PANIFICATORI – Se il rincaro proposto per la michetta dall?associazione panificatori è del 35 per cento, quello medio per gli altri tipi di pane si aggira attorno all?8-9 per cento. Secondo Antonio Marinoni, presidente dei panificatori, «i consumatori dovrebbero ricordare che la mia categoria ha bloccato i prezzi del pane per ben 18 mesi. Intanto, però, il valore di affitti e manodopera è lievitato anche per noi. Morale: l?aumento medio non arriva nemmeno a coprire le spese».
«Facile dare la colpa all?incremento del costo delle materie prime. Ma nella realtà le cose non stanno così – ribatte Angela Alberti dell?Adiconsum milanese -. Lo stiamo verificando anche sul prezzo del latte: da una parte i produttori vengono pagati sempre meno, dall?altra i consumatori continuano a registrare prezzi stabili o in aumento».
Le associazioni dei consumatori promettono battaglia durante la riunione dell?Osservatorio dei prezzi che si terrà oggi pomeriggio. Nonostante l?assessore al Commercio del Comune, Roberto Predolin, cerchi di smorzare i toni della contesa: «Non mi sento di dire che le richieste dei panificatori siano inaccettabili. Temo che l?aumento dei prezzi del pane sia il sintomo di un malessere della categoria. Non escludo che si possa arrivare a formule di protezione che salvaguardino il settore».
INFLAZIONE IN CRESCITA – Nel mese di marzo a Milano è stata registrata una crescita dell?inflazione: dal 2,3 al 2,5 per cento. Colpa, prima di tutto, degli aumenti di benzina e gasolio da riscaldamento. Ma un incremento non trascurabile è stato registrato anche nella ristorazione: il pasto al fast food, in particolare, nel giro di un mese è aumentato del 5,9 per cento. In tema di rincari, poi, anche il Comune ha fatto la sua parte con un giro di vite sul gratta e sosta: un?ora di parcheggio è passata da 1,30 a 1,50 euro. E se ormai i prezzi hanno scontato l?effetto change over, è anche vero che adesso potrebbe essere la guerra – attraverso l?aumento del costo del petrolio – a far lievitare i listini.
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