La metà fatica ad arrivare a fine mese
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fonte:
- La Sicilia.it
Pensionati allo stremo. Quasi uno su due fatica ad arrivare alla fine del mese: un problema per il 46,2% che si ritrova così costretto a rimandare pagamenti, ad intaccare i propri risparmi, a chiedere prestiti e aiuti ad altri. A fotografarli è una indagine dello Spi-Cgil realizzata con l’ Ipsos su consumi e potere d’ acquisto dei pensionati. Di conseguenza tagli e rinunce sono all’ ordine del giorno. Tanto che il 37% è arrivato a ridurre i consumi dei prodotti alimentari e per la casa, negli ultimi due anni (a fronte di un 29% registrato dal resto della popolazione su questo capitolo di spesa). Solo il 20,4% dei pensionati “non ha ridotto in misura significativa” le proprie spese nel complesso. Certo, quello a cui i pensionati hanno rinunciato maggiormente è lo svago. Il 60% ha infatti messo da parte viaggi e vacanze, il 59% ristoranti, pizzerie e bar, il 48% cinema, teatro e concerti. Ma in tempi di crisi anche l’ acquisto di un vestito nuovo può aspettare e così il 53% dei pensionati ha deciso di ridurre le spese in vestiario, abbigliamento e accessori. Significativo, però, il caso delle spese per giochi e lotterie: anche in questo caso infatti c’ è un calo (per il 24%) ma il 76% dei pensionati ha deciso di non rinunciarvi, sperando magari di risollevare in questo modo le proprie sorti. A fronte del 46,2% che stenta, c’ è il 24,3% dei pensionati che ce la fa “senza troppi problemi” ma spendendo quasi tutta la pensione, mentre il 29,5% ci arriva “senza alcun problema” e riesce anche a risparmiare qualcosa. Gli altri devono fare i conti stando attenti al centesimo. “I pensionati “hanno dato tanto a questo Paese in termini di sacrifici e ora non ne possono proprio più. È per questo che chiediamo al governo di dare loro delle risposte, a partire dalla legge di stabilità”, afferma il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone. Oggi Cgil, Cisl e Uil scenderanno in piazza per chiedere di cambiare, appunto, la legge di stabilità a partire dalla richiesta di meno tasse per lavoratori dipendenti e pensionati attraverso un aumento delle detrazioni e una norma che destini automaticamente le risorse provenienti dall’ evasione fiscale, dalla spending review e dalle rendite. Eppure, per quanto in evidente difficoltà, i pensionati continuano comunque a svolgere un ruolo strategico nella famiglia, in particolare verso figli e nipoti che hanno perso il posto di lavoro o che non riescono a trovarlo: il 42,6% – sempre secondo i risultati dell’ analisi del sindacato dei pensionatisostiene economicamente, magari anche solo ogni tanto, i propri familiari. I dati della Cgil sono stati definiti “drammatici” dal Codacons che da anni chiede un indice ad hoc appositamente costituito per i pensionati, per rivalutare, almeno le pensioni più basse, alla loro inflazione reale. “Se, infatti, vengono date pensioni da famedice il Codacons – almeno si abbia il pudore di mantenerle costanti in termini di potere d’ acquisto”. Secondo l’ associazione dei consumatori, il Governo deve sbloccare immediatamente l’ adeguamento delle pensioni all’ inflazione, rivalutando al 100% quelle fino a 6 volte il trattamento minimo.
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