29 Settembre 2010

La messa in mora del Comune per la sicurezza di Vampolieri

ACICASTELLO E’ scontro aperto tra il Codacons e il Comune di Aci Castello sull’ annuncio della “Class action” contro la pubblica amministrazione per la messa in sicurezza della collina di Vampolieri. Un’ azione legale congiunta per la tutela di una posizione condivisa da più soggetti per il riconoscimento dei loro diritti avanzata dal Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori che, nei giorni scorsi, ha invitato i cittadini di Aci Castello a mettersi in contatto entro 10 giorni con la sede regionale di Catania, in via Passo Gravina 10, per sottoscrivere la richiesta di adesione (predisposta dall’ ufficio legale nazionale del Codacons), che interessa ben otto comuni italiani (tra cui Aci Castello ed Erice in Sicilia) dove sono stati accertati i rischi di frane. Il Codacons, che già in estate aveva avanzato la “class action” ed ha già chiamato in giudizio dinanzi al Tar il comune castellese, ha evidenziato che “i proprietari degli immobili dei comuni interessati stanno sopportando ingenti costi, visti i continui problemi di cedimento delle proprie unità immobiliari, con tutte le conseguenze in ordine agli oneri di carattere economico del caso, considerato il costo per l’ attività di straordinaria manutenzione nonché del deprezzamento degli immobili stessi, ma, peggio ancora, la collettività è esposta direttamente al pericolo riguardante l’ incolumità di interi nuclei familiari”. Sempre il Codacons aveva evidenziato la possibilità di “un risarcimento in favore degli abitanti di centomila euro a famiglia, oltre ai costi sostenuti per mettere in sicurezza da soli la propria casa”. Il responsabile nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, aveva spiegato che “così, dopo lo scippo di Brunetta, che ha rinviato sine die, con la scusa di fissare gli standard qualitativi dei servizi, la class action più importante, quella cioè contro i gestori di servizi pubblici (telefoni, poste, gas, luce, acqua), abbiamo potuto agire contro i ministeri solo per le pesanti inadempienze centrando un problema fondamentale per i cittadini: la sicurezza”. Immediata è giunta la replica del primo cittadino castellese Filippo Drago, il quale, tramite una nota, ha puntualizzato di aver già chiesto lo scorso 17 settembre agli uffici comunali competenti i progetti più importanti legati alla sicurezza del territorio, in particolare della collina di Vampolieri e della rupe del Castello Normanno. “Il Tar con due distinte ordinanze ha rigettato le precedenti richieste del Codacons rilevando come l’ azione promossa appaia finalizzata a una sorta di inammissibile controllo dell’ operato della pubblica amministrazione e un presumibile difetto di giurisdizione – spiega Drago -, per il prossimo biennio l’ amministrazione castellese non potrà realizzare nessuna opera pubblica con fondi propri. Scriverò alla Protezione civile ed alla Regione Siciliana per chiedere la copertura dei progetti necessari a garantire la sicurezza sul nostro territorio”. L’ amministrazione ha, dunque, posto in essere ogni azione di propria competenza per cercare di eliminare e ridurre i rischi di natura idrogeologica.

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