«La mensa va pagata Chi se ne approfitta non può fare scuola»
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fonte:
- Corriere della Sera
il vicesindaco: ci vuole serietà nel rapporto tra cittadini e comune, tutti devono saldare
«Sugli insolventi non molliamo, la mensa si deve pagare. Vale per tutti». Vicesindaco Anna Scavuzzo, tra i morosi di Milano Ristorazione ci sono alcuni insospettabili, tra cui il presidente nazionale del Codacons, l’ avvocato Marco Maria Donzelli. Lui però non si sente moroso, ma «danneggiato». Lei, come assessore all’ Educazione, si sente «danneggiata» dalle sue parole? «Dico solo una cosa: i casi singoli in cui qualcuno se ne approfitta non possono fare scuola. Non in una città come Milano». Qual è la caratteristica di Milano? «Qui non si può fare i furbi. Ciascuno deve fare la propria parte per la collettività. Ci deve essere un po’ di serietà e il rapporto tra cittadini e amministrazione si deve fondare sulla fiducia e sul reciproco rispetto. Solo così possiamo migliorare la qualità dei servizi». Eppure ci sono 28 mila famiglie che non pagano la mensa. «Ci stiamo lavorando e non intendiamo cedere di un millimetro. Siamo disponibili a considerare le situazioni problematiche, ma tutti devono rientrare con i pagamenti». Come pensate di riuscirci? «Non possiamo fare sanatorie o sconti, ma siamo pronti a esaminare caso per caso per trovare soluzioni, soprattutto di fronte a debiti pregressi importanti». Pensa a piani personalizzati di rientro? «Sì, li stiamo già facendo. I primi 150 sono in partenza. Sono pochi, ma l’ importante è cominciare. Si tratta di rateizzazioni anche su periodi lunghi. Altri mille utenti si sono messi a posto negli ultimi mesi, probabilmente per poter accedere ai servizi estivi. Qualcosa si smuove e il messaggio è chiaro: chi può deve pagare». Finora non è stato sempre così. «Ma ora ci sono le condizioni per definire quote di contribuzione più aderenti alle capacità di reddito delle famiglie, grazie alle 21 fasce Isee. Se qualcuno si trova nella fascia sbagliata, e non ha quella capacità reddituale, la posizione potrà essere corretta». In che modo il Comune spingerà le famiglie morose a farsi avanti per regolarizzare le posizioni? «Vengono inviate segnalazioni via mail, sms, alla fine le cartelle esattoriali. Stiamo valutando di far partire una campagna di telefonate». Quale messaggio lancia l’ amministrazione? «Troviamo soluzioni insieme per chi ha problemi. Non c’ è la volontà di essere persecutori con gli utenti, ma quella di essere seri e rigorosi con quelli che sono nella condizione di versare il dovuto per un servizio la cui qualità non è in discussione. Chi ne usufruisce deve pagare». Compreso l’ avvocato Donzelli? «Certo. Gli insolventi pesano sulla collettività. Se qualcuno non paga, altri lo fanno per lui. Non è un dettaglio ininfluente. E soprattutto non è il tipo di dialogo tra cittadini e amministrazione che può aiutare a migliorare i servizi». T ra i genitori c’ è preoccupazione per gli aumenti. Dopo i servizi educativi dell’ estate potrebbero arrivare i rincari delle mense? «Stiamo facendo delle simulazioni per capire come cambierebbe la situazione per le famiglie milanesi alla luce delle nuove fasce Isee. È ben vero che riuscire a recuperare la morosità nella refezione scolastica, circa cinque milioni all’ anno in media, sarebbe un punto di partenza interessante». Vuole dire che se tutti pagassero le pendenze con Milano Ristorazione si potrebbero evitare gli aumenti? «Sarebbe di sicuro una buona partenza».
ro. ver.
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