29 Marzo 2016

La maxi voragine profonda 20 metri paura a Centocelle

La maxi voragine profonda 20 metri paura a Centocelle

RORY CAPPELLI DOMENICA, ore 19.40. Il signor Piazzon è in cucina. D’ un tratto sente un boato, fortissimo. La palazzina trema. Si affaccia dalla finestra. Si guarda intorno. Pensa a un fulmine, sta piovendo. Ma poi la vede: lì, a pochissima distanza, un’ enorme buca nel selciato. Si scoprirà poi che, se il diametro è di tre metri, la lunghezza arriva a venti. X chiama subito il servizio emergenze. E in breve quel pugno di caseggiati all’ inizio di via di Centocelle si riempie di vigili del Fuoco. «Mi hanno anche chiesto se qualcuno ci era caduto dentro » racconta l’ uomo. Nessuno lo sapeva in quei primi momenti. E poi fino a qualche minuto prima del terribile boato e dell’ apertura di questo enorme cratere proprio lì stavano giocando 7 bimbi. Per fortuna però, lo si capirà in breve, non ci sono né morti né feriti. I vigili del Fuoco sgomberano le due palazzine, quella di fronte al cratere e quella accanto, entrambe alte tre piani, per un totale di 14 famiglie, che si ritrovano così, nella domenica di Pasqua, in mezzo alla strada. Da un mese un tombino che si trova sul retro degli stabili, «sversava acqua come se fosse una fontana » racconta una residente. In molti riferiscono che era stato chiesto più e più volte l’ intervento di Acea. Una squadra si era infine presentata venerdì scorso per andarsene subito dopo perché «non abbiamo gli attrezzi». «È vero che una squadra è andata sul posto venerdì. Ma non ci risulta ci siano state altre richieste di intervento» fa sapere Acea. Sottolineando anche come gli operai abbiano lavorato tutto ieri per poter riallacciare l’ acqua chiusa per l’ intero comprensorio: è stata riaperta ieri sera. Oggi ci sarà un sopralluogo del responsabile del settore geologico del comune che insieme ai vigili del Fuoco stabilirà quando si potrà rientrare nelle case. Intanto in molti si interrogano sulla sicurezza: le palazzine, infatti, costruite sopra le “fungaie” dove fino a pochi anni si andava per cercare funghi, sorgono in un zona che sotto è composta da “celle”, le cento celle, appunto, e anche da resti archeologici di ville romane. Durante la guerra le fungaie servivano da rifugio o per scappare: arrivavano fino a piazza Venezia. Il cratere sarebbe stato causato dal cedimento della volta di una di queste celle che, a causa del copioso sversamento d’ acqua, si sarebbe “infradiciato”, crollando. Le polemiche non sono mancate. Tra i candidati alla guida del comune, Guido Bertolaso ha par- lato di «Centocelle metafora dell’ abbandono di Roma, una città che sprofonda per colpa della cattiva politica». Alfio Marchini ha detto che «fotografa una situazione kafkiana: mentre i partiti si interrogano su centrodestra e centrosinistra la città sprofonda ». Giorgia Meloni ha sottolineato come «le periferie romane sono ormai terra di nessuno. Basta chiacchiere: a Roma servono investimenti adeguati per prevenire degrado e incuria». Per Stefano Fassina l’ episodio dimostra che c’ è «un bisogno enorme di manutenzione e di cura». Di mafia ha infine parlato il Codacons: «La voragine è la dimostrazione di come le infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti pubblici producano effetti diretti sui servizi e sui cittadini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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