La Marina si difende: «Per salvare quei disperati abbiamo fatto il possibile»
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fonte:
- Il Giorno
ROMA ? Ricerche e polemiche. Dopo la tragedia nel Canale di Sicilia, parte un faccia a faccia tra governo e opposizione che, partendo dal dramma di Lampedusa, approda alla nuova legge sull`immigrazione ancora in fieri.
Quattro pescherecci di Mazara del Vallo, che hanno collaborato alle ricerche, sono giunti ieri sera a Porto Empedocle. A bordo avevano i corpi di 12 clandestini (tra i quali cinque donne) recuperati subito dopo il naufragio. Le condizioni meteo nella zona continuano a essere molto perturbate e questo rende particolarmente difficile le ricerche. Impossibile quantificare i dispersi. Nove sopravvissuti (nella foto) sono stati già ascoltati dagli inquirenti di Agrigento che indagano per omicidio plurimo colposo. Nessuno però si sbilancia sull`ipotesi, avanzata dai mass-media, che le indagini possano contemplare anche l`ipotesi di omissione di soccorso a carico dei responsabili della nave della Marina Cassiopea che, secondo alcuni dei pescatori che per primi hanno soccorso i naufraghi, non hanno fatto tutto quello che si sarebbe potuto per salvare la vita ai clandestini.
Ieri la Marina ha diffuso un comunicato nel quale si ribadisce anche che, in quelle condizioni e con quel mare, tentare altre manovre sarebbe stato oltremodo pericoloso. Contro il comandante della Cassiopea è stata presentata anche una denuncia dal Codacons.
Rovente il dibattito politico. Per il sottosegretario alla Difesa Francesco Bosi sono «pretestuose le critiche rivolte alla Marina». La Cassiopea, per il membro del governo, «è stata costretta a tenersi a distanza di sicurezza per le avverse condizioni del mare».
Spiegazioni che non bastano a Livia Turco e Rosy Bindi, che attaccano duramente l`esecutivo e soprattutto l`emendamento che prevede l`utilizzo di navi militari anche in acque internazionali per contrastare l`immigrazione clandestina.
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