20 Aprile 2016

La marea nera uccide pesci e volatili Una donna ricoverata

La marea nera uccide pesci e volatili Una donna ricoverata
nonostante le rassicurazioni sulla buona qualità dell’ aria una pensionata è svenuta ed è stata portata al villa scassi

Federico Casabella Alla fine il petrolio ha raggiunto anche il mare. Lo ha fatto in prossimità della foce del torrente Polcevera, ma è rimasto all’ interno del porto di Genova, senza oltrepassare la diga foranea, che divide lo scalo dal mare aperto, il greggio fuoriuscito domenica sera dall’ oleodotto della società Iplom a causa della rottura di una conduttura. È quanto emerso dopo un secondo sopralluogo degli ispettori dell’ Arpal in mare e sul luogo dell’ incidente. Intanto, il fascicolo per disastro ambientale colposo aperto dalla procura è passato al gruppo che si occupa di reati ambientali ed è in mano al procuratore aggiunto Vincenzo Calia.Al vaglio degli inquirenti tutta la documentazione cheriguardale concessionie autorizzazioni per verificare che non vi siano state delle irregolarità. Sotto la lente degli investigatori anche uno smottamento di terra in prossimità della rottura del tubo. Con ogni probabilità la procuranominerà un geologo per stabilire se sia statala frana a causare la rotturadell’ oleodotto o selo smottamento sia avvenutoa causa della fuoriuscita di greggio. Gli inquirenti stanno vagliando anche i tempi di chiusura delle valvole per capire se si sia provveduto in tempo a bloccare l’ oleodotto ose vi sia una qualche responsabilità. Moria di pesci e uccelli Il greggio fuoriuscito domenica sera dall’ oleodotto Iplom aGenova ha causato una moria di pe scie sta mettendo in pericolo molti uccelli che vivevano nei torrenti ein mare. L’ allarmearrivadalla responsabile della Lav di Genova, DanielaFilippi, chenella solagiornata di lunedì ha soccorso e salvato27 germanireali completamente coperti di greggio e incapaci di volare. «Tredici di loro ora stanno bene, gli altri invece sono gravi perché hanno respirato le esalazioni del petrolio». Un germano reale copertodipetrolioèstatosegnalato alla guarda zoofila Gian Luigi Termanini dai portuali del terminal Messina, nelporto di Genova, e conferma che il greggio è arrivato in mare, dentro lo scalo, frai moli. Una moria di pesci è segnalata alla foce, dove sono affiorati cefali e altre specie di pesci che vivono in mare nei pressi del torrente Polcevera. Più a monte, nel rio Pianego e nel Fegino, vicino alla zona del guasto, gli abitanti segnalano una moria di rane. Alcune associazioni animaliste ed ambientaliste genovesi stanno pensando di costituirsi parte civile per chiedere i danni ai responsabili del disastro ambientale che ha colpito la Valpolcevera. Lo farà sicuramente il Wwf: «Lo faremo così come abbiamo fatto per il fiume Lambro dove lo scorso4 aprile è arrivata la sentenza di condanna hanno detto i re sponsabili del Wwf sottolineando che quello di Genova è incidente molto simile a quello del 2010 «dove furono sversate circa 2800 tonnellate di idrocarburi nel Lambro che poi le riversò direttamente nel Po». E ieri mattina una donna di 75 anni residente a Fegino è svenuta in casa ed è stata soccorsa dal 118 e portata al pronto soccorso di Villa Scassi. Probabile che la causa dello svenimento sia dovuta alle esalazioni: l’ aria nella zona è ancora fortemente irrespirabile. Codacons: «Azione risarcitoria» Il Codacons lancia una maxi azione risarcitoria collettiva dopo la fuoriuscita di greggio in Valpolcevera. «Tutti i cittadini genovesi possono unirsi in una class action e chiedere il risarcimentoper i danni prodotti all’ ambiente e per l’ inquinamento di suoloe acque del territorio provocato dallo sversamento -ha spiegato il presidente Carlo Rienzi -. Attraverso la nostra azione, i residenti genovesi possono costituirsi parte offesa nell’ inchiesta apertadalla Procura, e chiedere inqualità di cittadini danneggiati un indennizzo». Intanto Cociv precisa che nessun cantiere del Terzo Valico è stato eseguito nelle aree colpita dalla rottura. La rivolta del quartiere Fegino si è ritrovata lunedì sera nei giardini della delegazione dove si è costitutito un comitato spontaneo che ieri si era già mes soin moto per portare la protesta dei residenti in Regione e Comune. In consiglio comunale, una trentina di persone ha assistito ai lavori della sala Rossa e ha ferma toper un paio di volte l’ intervento delsindacoMarcoDoria.Alsindaco sono state contestate le affermazioni sui rischi alla salute derivanti dalle esalazioni del greggio fuoriuscito: «Da subito il Comune hachiestoadArpale Asldi monitorare in diretta la qualità dell’ aria in val Polcevera per poter assumere provvedimenti di salute pubblica, ma a oggi non sono stati registrati sforamenti dei limiti dell’ inquinanteidrogenosolforatoprevistidalla legge -ha detto il primo cittadino in aula-. Al momento non è ancora chiaro quanto greggio è uscitodall’ oleodotto aseguito dell’ incidente: l’ informazione, con beneficio d’ inventario, fornitaci dal responsabile Iplom è di 300-400 metri cubi sversati, mentre i tecnici di Arpal hanno ipotizzato 600-700 metri cubi». Quanto a eventuali «provvedimenti», «stiamo acquisendo gli elementi di carattere giuridico per valutarelaresponsabilitàoggettiva dei danni e come tutelare il territorio colpito -ha proseguito Doria-. Il piano di bonifica dev’ essere presentato al più presto da Iplom: il fatto avvenuto è molto grave». Per rassicurare maggiormente lapopolazione,l’ assessore allaSalute della Regione Sonia Viale ha annunciato di aver «ritenuto utile predisporre, attraverso la Asl 3 genovese,la presenzadi un centro informazioni mobile a Fegino, attivo fino a domenica: personale medico sarà pronto a rispondere ai quesiti di carattere sanitario da parte dei cittadini e a consigliare eventuali misure di prevenzione». Il pulmino della Asl 3 sarà presente nei giardini Silvio Monte cucco. Un medico e un assistente sanitario del Dipartimento Prevenzione Asl 3 genovese saranno a disposizione della cittadinanza.
federico casabella

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