La manovra piace solo al Governo Opposizioni e sindacati: in piazza
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fonte:
- il Roma
ROMA. La legge di Bilancio, che secondo il vicepremier Matteo Salvini ha mostrato che «finalmente c’ é un governo con le palle», ha avuto luce verde dal Senato e passerà a breve alla Camera. I sindacati si preparano a con una mobilitazione generale nei primi giorni dell’ anno prossimo. Cgil, Cisl, e Uil, unitariamente, bollano la Manovra come «sbagliata, miope, recessiva». Le tre sigle, trovando sponda nel Pd, si dicono pronte a scendere in piazza, probabilmente il 12 gennaio. Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e frontrunner nella corsa alla segreteria dem, chiama a raccolta «l’ Italia migliore», invitandola a preparare «una strada nuova per un Paese vicino alle persone e contro l’ arroganza di questi nuovi potenti». Con gli altri candidati alla guida del Pd si potrebbe organizzare a gennaio, in piazza, «una giornata straordinaria di mobilitazione». “Mobilitiamoci!”, si legge sull’ account Twitter del segretario uscente Maurizio Martina, che assieme al presidente del Pd, Matteo Orfini convoca una «prova generale» della mobilitazione già il 29 dicembre, quando la Manovra avrà il via libera finale, in terza lettura, alla Camera. Roberto Giachetti, deputato e candidato alla segreteria del Pd, rilancia poi l’ idea del ricorso alla Corte Costituzionale contro la procedura che ha portato all’ approvazione della legge in Senato, aggiungendo che servi rebbe anche un incontro con il capo dello Stato. Il ricorso alla Consulta, secondo i 5 Stelle, è fumo negli occhi. Il capogruppo pentastellato a Palazzo Madama, Stefano Patuanelli, «non sa cosa dice se sostiene che un senatore o un gruppo parlamentare possa ricorrere direttamente alla Consulta e sollevare un conflitto di attribuzioni». Il leader politico M5S Luigi Di Maio, da parte sua, denuncia «un po’ troppe balle di Natale sulla Manovra del popolo». La riduzione della platea per il reddito di cittadinanza e il blocco vengono egualmente liquidate come fake news. Ovviamente anche Salvini, promuove la Manovra. Non con il massimo dei voti ma con un sette, «perché è solo l’ inizio del percorso». Il Governo non ha fatto tutto per tutti, ma nel documento approvato in Senato c’ è la vita di tutti i giorni: «Non siamo geni, non abbiamo fatto miracoli, ma siamo persone coerenti e di parola”, spiega. Se alle elezioni europee «vince il cambiamento» la prossima Manovra sarà «solo italiana, senza chiedere il permesso a nessuno», assicura Salvini. Infine la difesa d’ ufficio del collega vicepremier Di Maio: «Dire che abbiamo fatto la Manovra per aiutare suo papà mi sembra un po’ eccessivo». Anche Forza Italia e Leu bocciano la manovra e Fdi con Giorgia Meloni: «La svolta sovranista non e’ arrivata». Forza Italia denuncia con Maurizio Gasparri che è stata «calpestata la Costituzione e cancellata la democrazia». Il senatore azzurro se la prende con i cinquestelle, «pericolosi», che «vanno cacciati con la rabbia del popolo massacrato dalle loro scelte. Forza Italia dovrà combattere nel Paese, sui territori, tra le categorie. Questo governo è pericoloso e chi continua a sostenerlo – dice rivolto alla Lega – si rende corresponsabile di un grande tradimento». Anche il Codacons attacca il governo. «La Manovra non è “del Popolo”, come stanno affermando Lega e M5S, ma è “contro il Popolo”: colpisce i cittadini e tutte le associazioni che li rappresentano. L’ incremento abnorme dell’ Iva nelle clausole di salvaguardia, l’ aumento delle tasse, i mancati risarcimenti ai risparmiatori traditi, i provvedimenti contro le Onlus e le associazioni di volontariato e la mancata eliminazione del contributo unificato per chi avvia azioni legali a favore dei più deboli, fanno di questa Manovra la peggiore legge di bilancio degli ultimi anni».
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