La manovra è di 49,8 miliardi Il 22 agosto arriva in Senato
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fonte:
- La Stampa
Igiochi sono ormai fatti. La manovra bis – che segue di appena un mese la precedente non solo è stata firmata dal Capo dello Stato ma ieri è anche apparsa in Gazzetta: dunque è legge, salvo – ovviamente – la vidimazione parlamentare che dovrà avvenire entro 60 giorni, dato che si è optato per lo strumento del decreto d’ urgenza. Lunedì prossimo, 22 agosto, il provvedimento inizierà l’ iter parlamentare in commissione, in Senato, dove il 5 e 6 settembre sarà esaminato dall’ aula.La norma più rilevanti da un punto di vista strutturale resta l’ istanza di introdurre in Costituzione l’ obbligo del pareggio di bilancio, che è come porre un argine contro errori venturi. Per intanto l’ obiettivo di rientro si dovrà raggiungere entro il 2013 e proprio per questo obiettivo anticipato (la precedente manovra prevedeva il pareggio nel ‘ 14) la manovra è stata messa in campo. I numeri sono quelli già annunciati ieri: a regime sarà di 45,5 miliardi di euro (che potrebbero diventare 49,8 – aveva spiegato il ministro Tremonti – con tutti gli automatismi), di cui 20 miliardi nel 2012 e 25,5 miliardi nel 2013. Non sono previsti tagli alla sanità, scuola, ricerca, cultura e 5 per mille ma, per il resto, la scure si abbatterà su tutto: per i ministeri i tagli saranno di oltre 7 miliardi nel 2012 più altri 6,3 nel 2013. Tagli per oltre 6 miliardi anche per le regioni e gli enti locali. Stangata sugli statali con il rinvio di 2 anni della liquidazione del Tfr e il rischio tredicesima se l’ amministrazione non raggiunge determinati standard di risparmio. Più facile inoltre avviare procedure di mobilità per lo spostamento da un’ amministrazione all’ altra. Slitta la pensione per gli insegnanti che se maturano i requisiti al primo gennaio 2012 dovranno aspettare il primo settembre 2013. Anticipo, nel 2016, per l’ innalzamento dell’ età pensionabile per le donne a 65 anni. Ora l’ attesa sarà per la riapertura dei mercati di domani mattina giorno in cui si terrà anche il vertice franco-tedesco. Il Codacons, una delle maggiori associazioni dei consumatori, ha provato anche a vedere cosa tutto questo significhi per le famiglie, e ha fatto una cifra: 1.500 euro a nucleo, senza dire dei tagli che ciascuno farà al suo bilancio personale. «I tagli – spiega il Codacons – in particolare riguarderanno le spese non primarie come svaghi e divertimenti, acquisti per la casa, cura del corpo, abbigliamento e calzature, viaggi, automobili e cultura». Una valutazione molto severa è venuta anche dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che vede il problema nella dimensione speculare rispetto a quella dei consumatori, ma che concorda con una valutazione: la domanda interna potrebbe crollare. Il Centro studi degli artigiani di Mestre ha già calcolato che, nel 2013, l’ effetto della manovra produrrà un inedito innalzamento della pressione fiscale che toccherà quota 44,3%. Anche gli enti locali sono molto contrariati dalla manovra e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, presidente del Consiglio nazionale dell’ Anci, ha detto che l’ associazione presenterà nei prossimi giorni un pacchetto organico di emendamenti.
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