La mannaia “ganasce fiscali“
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fonte:
- Il Messaggero
Ici, rifiuti e multe mai pagate: in migliaia rischiano di rimanere appiedati
Migliaia di umbri rischiano di rimanere appiedati per contravvenzioni stradali, tasse sui rifiuti, Ici e balzelli vari mai pagate. Tra questi, però, ce ne sono centinaia che sono vittime delle cartelle esattoriali “pazze“ cioè coloro che hanno pagato, ma la cui posizione risulta ancora debitoria. Il Codacons e l`associazione Contribuenti.it “contestano fortemente il ritorno della minaccia “ganasce fiscali“ per i cittadini che non hanno pagato le imposte, ganasce reintrodotte dall`Agenzia delle Entrate con una apposita risoluzione: il 40 per cento di queste cartelle riguarderebbe debiti già pagati, prescritti o inesistenti. Sarebbe ridotto, inoltre, il tempo concesso ai cittadini per far valere le proprie ragioni ed evitare il fermo obbligatorio della propria auto: soltanto 20 giorni per presentare ricorso in commissione tributaria. Le due associazioni hanno preannunciato ricorso al Tar in quanto è “sospendibile il provvedimento con il quale è stato disposto il fermo amministrativo dell`autoveicolo, qualora vi sia sproporzione fra l`importo dovuto e il danno derivante dal fermo“. Decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, inoltre, il concessionario potrebbe disporre direttamente e senza alcuna preventiva autorizzazione il fermo amministrativo sui veicoli a motore del contribuente moroso; solo che non è stato mai emanato il regolamento di attuazione e, quindi la norma è incompiuta e perciò inapplicabile. Se si riceve una cartella esattoriale, quindi, bisogna controllare che sussistano tutti i presupposti di legge. Una serie di norme, infatti, prevedono espressamente che sia indicato il contenuto della cartella esattoriale, cioè che cosa riguarda (tasse, multe, etc.), le modalità di notifica, gli elementi sulla base dei quali è stata disposta l`iscrizione a ruolo, l`indicazione specifica di tutte le somme richieste in pagamento. Se le cartelle notificate non contengono in maniera chiara tutte queste indicazioni c`è ampio spazio per fare ricorso al giudice di pace. Da tenere d`occhio anche il termine di prescrizione per la riscossione che è di cinque anni a decorrere dal giorno in cui è stata commessa la violazione. Non vanno pagate, perché prescritte, le somme richieste per gli anni antecedenti. E in ogni caso il fermo del mezzo deve essere proporzionale al valore della contravvenzione: non si può bloccare un`automobile da 30mila euro per il mancato pagamento della tassa sui rifiuti da 300 euro. Secondo le associazioni di consumatori “il fermo amministrativo dovrebbe essere attuato per debiti di importo superiore a 1.500 euro“. Le due associazioni di consumatori ritengono che nella lista siano stati inseriti debiti già pagati, condonati, prescritti, inesistenti, duplicati o non dovuti. Per questo motivo si costituiranno parte civile nei procedimenti penali per abuso d`ufficio avviati contro le società di riscossione e chiederanno un risarcimento di 1000 euro. All`inizio dell`anno dalle ex-esattorie sono partiti 16 mila preavvisi relativi a cartelle esattoriali notificate e mai pagate, oltre all`Irpef e a tasse automobilistiche, ci sono anche contravvenzioni, tassa sui rifiuti, Ici, Tosap e altri balzelli locali. Con errori che hanno riguardato almeno 5-6mila contribuenti: da chi aveva già pagato la cartella esattoriale per arrivare a chi si è visto recapitare una cartella del 2001 che chiedeva il pagamento del bollo auto del 1993. Secondo le stime dell`associazione vittime della giustizia, inoltre, ci sarebbero almeno altri 16mila avvisi in partenza; il 40 per cento dei quali a contribuenti che hanno ignorato l`invio dell`avviso fatto a gennaio. Il gran numero di avvisi si sarebbe creato a seguito del blocco della normativa, durata un anno e mezzo, ma che secondo le associazioni di consumatori sarebbe ancora valido visto che manca il decreto attuativo. Dall`inizio del 2006, invece, i concessionari hanno ripreso ad inviare le istanze di pagamenti scaglionate di sei mesi. Al momento in Umbria ci sono oltre 17mila veicoli sottoposti a ganasce fiscali che, di fatto dovrebbero stare fermi, ma che secondo l`associazione circolano liberamente con grave rischio per l`incolumità delle persone: in caso di incidente, infatti, l`assicurazione non paga. E in questa lista di auto e moto bloccate non si considerano quelle che circolano, a norma di legge, per il tragitto casa-garage. Le associazioni di consumatori, infine, protestano contro quella che è una vera beffa: il cittadino deve anche pagare le spese per la cancellazione del fermo dal pubblico registro automobilistico.
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