4 Giugno 2003

La magistratura indaga sui certificati degli assistenti di volo



Sono al vaglio della magistratura i certificati accusati di essere stati l?arma capace di paralizzare il traffico aereo. M a i medici, chiamati direttamente in causa per averli firmati, hanno già ricevuto una prima assoluzione da parte del ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Il ministro crede sia necessario passare ad un sistema più semplice, e cioè, autocertificazione per le assenze dal lavoro nei primi due giorni. Ieri Sirchia ha inviato una lettera al presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri Giuseppe Del Barone in riferimento proprio alla vicenda degli assistenti di volo dell?Alitalia, chiedendo soluzioni che possano responsabilizzare maggiormente i cittadini nel caso di brevi assenze dal lavoro per malattia, quali, ad esempio, la possibilità di ricorrere all?autocertificazione per i primi due giorni. Il ministro ha anche richiamato i medici a un maggior rigore nel certificare assenze dal lavoro ma sul caso si è espresso a chiare lettere: «Non deve essere attribuita alcuna responsabilità ai medici di famiglia e che soprattutto non può essere scaricata sui medici la pessima immagine di quanto è accaduto». A questa difesa se ne aggiunge un?altra d?ufficio da parte del maggior sindacato dei medici di famiglia Fimmg che prende posizione contro la protesta delle hostess definita una politica miope; i medici si sono anche rivolti all?Inps affinchè sia possibile in tutte le aziende autocertificare nei primi giorni di malattia la propria condizione. In seguito alla protesta in corso degli assistenti di volo, Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, ha preso contatti con l?Inps sollecitando un intervento a favore, quindi, dell?autocertificazione. Un simile intervento, ha spiegato lo stesso Falconi, era stato fatto ai tempi dello sciopero dei piloti, qualche anno fa che bloccò i voli come oggi. «L?autocertificazione – ha aggiunto Falconi – responsabilizza il lavoratore». Il principio trova d?accordo tutti ma funziona solo in alcune aziende mentre in altre il certificato viene sempre richiesto. E la vicenda sembra destinata a strascichi che andranno ben oltre la protesta sindacale. Il Codacons si è rivolto alla Procura di Roma chiedendo di valutare gli estremi di concorso in truffa ai danni dell?Inps per i certificati falsi di malattia alle hostess in sciopero. Infatti, nell?ipotesi in cui i giorni di malattia presi dagli assistenti di volo si sommino ad altri già presi da hostess e steward, lo stipendio di questi non verrà pagato dalla compagnia di bandiera, ma dall?Inps, «con grande risparmio – osserva il Codacons – per l?Alitalia». Il Codacons ritiene anche che l?Alitalia dovrebbe preoccuparsi di disporre visite fiscali a raffica per scovare gli assistenti di volo che hanno mentito sul proprio stato di malattia. Ogni anno 12 milioni di certificati medici di malattia vengono inviati all?Inps. Il dato, relativo al 2001, si è mantenuto più o meno costante anche negli ultimi due anni. La cifra esclude quindi le assenze di 1 o di 2 giorni per le quali non è obbligatorio il documento del medico. Ma il caso Alitalia sembra avere fatto un altro danno, oltre a quello diretto di avere lasciato migliaia di viaggiatori a terra: quello di avere compromesso il patto di fiducia fra medici e pazienti. Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina g enerale, si èdetto detto d?accordo sulle autocertificazioni per le assenza brevi, denunciando però che in questa vicenda, ad essere stati truffati sono stati proprio i medici.

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