9 Novembre 2020

La lunga notte del dottor Pulcini Oggi in Procura

telefonate ai colleghi per avere un consiglio. rischia la radiazione
È stata una lunga notte quella tra sabato e domenica per Ivo Pulcini. Notte di ansia, di rabbia, di telefonate. Due giorni fa la Asl ha fermato i tre positivi dopo il tampone del Campus Biomedico, non assecondando il club che invece puntava tutto su quello negativo di Avellino. Per il direttore sanitario è stato un colpo durissimo. Ha capito di aver commesso degli errori e ha fatto squillare fino a tarda sera i cellulari dei suoi colleghi, medici sportivi di Serie A e B, a cui ha chiesto spiegazioni, chiarimenti, consigli su come poter uscire da questa situazione tanto difficile. Ha paura. Ha paura di perdere quello che ha costruito in una vita, ha paura di poter essere addirittura radiato, delle possibili conseguenze per la giustizia ordinaria. Ivo Pulcini, 74 anni, medico e cardiologo, continua a ripetere di avere la coscienza a posto. È sempre stato convinto di aver operato nel giusto. Al Covid ha sempre dato un peso relativo, tanto che ad aprile si era preso una denuncia dal Codacons per aver detto che per far ripartire il campionato sarebbe stata sufficiente la semplice effettuazione del «test immunologico a immuno fluorescenza». Affermazione che per l’ associazione dei consumatori «non sembrerebbero rispondenti alla realtà e contrasterebbero con i dati scientifici riconosciuti attualmente a livello mondiale». Nello stesso periodo sosteneva anche: «È vero che il virus è stato manipolato, ma è vero pure che in questo periodo è mutato 33 volte diminuendo la sua aggressività e quindi ci mette anche meno paura. Secondo me il Coronavirus sta morendo». Nei giorni scorsi ha poi dichiarato candidamente che «il genoma N sia talmente debole come virulenza da non aver alcun significato contagioso». E ancora: «Considerare malati tutti i positivi, è un’ esagerazione. Essere positivo vuol dire essere malato e contagioso, se non hai sintomi e magari sei anche un atleta ti faccio il controllo e ti mando a giocare. Per me l’ asintomatico non è malato». E ancora: «Io sono da sempre contrario alla quarantena». La speranza è che non abbia applicato queste sue teorie anche nella Lazio. Delle sue scelte nel club con cui lavora dal 2006 dovrà rispondere oggi alla Procura federale. Alla prima convocazione non si è presentato, stavolta dovrà necessariamente esserci se non vuole essere deferito. Ieri lo abbiamo contattato per raccogliere la sua posizione: «Mi dispiace, non posso rilasciare dichiarazioni». Comprensibile. Ma chi è Ivo Pulcini al di là della Lazio? Molto si può capire dai suoi (vari) profili Facebook, tra cui il gruppo “Sagra della Patata leonessana: lessa, arosta e rescallata”… È un amante delle Ferrari e ne possiede una, va anche pazzo per le foto con i vip e non esita a fermare chiunque per uno scatto (lo fece anche in campo prima di un Lazio-Sampdoria, quando si fece immortalare con quello che nel giro di pochi minuti è diventato il suo «amico Massimo Ferrero»), tanto da girare sempre con tre telefoni, di cui uno destinato praticamente solo a quello. Insomma è uno che si piace moltissimo. La Lazio spera che non si sia piaciuto troppo. TEMPO DI LETTURA 2’37”
roma

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