27 Novembre 2004

La lotta non si fermerà al solo sciopero




ROMA ? Tra i sindacati e il governo Berlusconi la rottura appare ormai insanabile. Il giorno dopo l`annuncio del calo delle tasse da parte del premier, il messaggio della Cgil, ma anche di Cisl e Uil è inequivocabile: non solo di fronte a una riforma iniqua, che premia solo i ceti più alti, si rafforzano le ragioni dello sciopero generale del 30 novembre; ma nelle prossime settimane e nei prossimi mesi la lotta andrà avanti, senza dar tregua a un`esecutivo «sordo» che ha continuato ad «ignorare» le parti sociali. Lo sostiene con forza Guglielmo Epifani, che parla di «benefici solo per l`1% della popolazione» e di «manovra compassionevole che dà a chi ha meno solo un po` di elemosina». Ma ne prendono atto anche i leader di Cisl e Uil, che con questo governo due anni fa avevano firmato il Patto per l`Italia. «Il dialogo ? constata Savino Pezzotta ? oramai si è rotto». E per Luigi Angeletti «il patto del 2002 è andato totalmente disatteso. Anzi si è fatto il contrario. Siamo dunque costretti a scioperare e lo faremo con ancora più determinazione». A denunciare l`assenza di dialogo è anche Confindustria che sulla manovra fiscale ribadisce un giudizio di insufficienza. «Continuiamo a chiedere al governo di essere ascoltati ? ha detto il vicepresidente Ettore Artioli ? perché se vogliamo che l`efficacia di misure e strumenti sia compresa dalle imprese, è necessario dialogare».
Inverno caldo ? La mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil, dunque, sembra destinata ad andare ben oltre l`autunno caldo, con numerose iniziative di lotta e di protesta già in cantiere per dopo lo sciopero di martedì e per l`inizio dell`anno. Epifani avverte: il governo «non si illuda», perché con lo sciopero di martedì «non finisce l`iniziativa sindacale. Non vogliamo essere corresponsabili di scelte che consideriamo sbagliate per il Paese. E anche un governo autoreferenziale, di fronte ad una protesta che sale, ne dovrà tenere conto». Epifani ha anche chiarito che il sindacato non punta a far cadere il governo: «Usiamo lo strumento più grande a disposizione per dire ciò che non va e quello che bisogna fare». E se Angeletti promette un inasprimento della lotta contro un governo «che fa esattamente il contrario di ciò che chiediamo», Pezzotta esprime tutta la sua amarezza per la scelta dell`esecutivo di ignorare su tutti i fronti la posizione delle parti sociali, in ultimo sulla vicenda del calo delle tasse: «Non c`è stato alcun confronto ? ha detto ? non solo con il sindacato, ma con nessuna delle altre organizzazioni rappresentative. Non siamo noi, dunque, a rompere il rapporto. Tutta la responsabilità sta in capo al governo». A questo punto per Pezzotta, «non solo lo sciopero del 30 diventa necessario, ma sarà la prima grande risposta che il sindacato italiano darà. Perché lo stato di mobilitazione ? assicura ? durerà nel tempo e si accentuerà». E se il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, accusa la Cisl di avere cambiato linea, appiattendosi sulle posizioni «di conservazione» della Cgil, Pezzotta replica: «La Cisl non ha mai agito sulla base di pregiudizi di schieramento. Quello che sta avvenendo è invece pregiudizio nei confronti del sindacato e delle rappresentanze sociali».
No a fisco e manovra ? Cgil, Cisl e Uil bocciano senza appello la riforma fiscale annunciata e ribadiscono il loro fermo no a una manovra economica che ? spiegano ? non garantisce né rigore né sviluppo. Epifani si dice «indignato» per il progetto di riduzione delle tasse. «A parte della popolazione non dà niente ? ha spiegato il leader della Cgil alla stampa estera ? ad un`altra pochissimo, mentre all`1%, i ceti alti, tantissimo». Per Pezzotta «siamo di fronte a una manovra sbagliata che non affronta le questioni vere del Paese e che non avrà effetti positivi sulla nostra economia». Mentre per Angeletti «una riduzione generalizzata delle tasse non produrrà alcun effetto». Piuttosto, per il leader della Uil «le poche risorse a disposizione bisognava finalizzarle per difendere il potere d`acquisto del lavoro dipendente, restituire il fiscal drag, non fare pagare le tasse sugli aumenti contrattuali, ridurre l`Irap alle imprese virtuose».
Adesioni ? Allo sciopero del 30 novembre hanno convintamente aderito anche l`Ugl (Stefano Cetica), l`Intesaconsumatori, l`Orsa Ferrovie, le Acli, l`Arci e l`Alitalia che cancellerà 136 voli.

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