16 Gennaio 2015

La Lorenzin: nessun “divieto di fumo” nei film o nelle fiction

La Lorenzin: nessun “divieto di fumo” nei film o nelle fiction

Anna Marelli ROMA Senza la sigaretta a fior di labbra, l’ espressione di Jep Gambardella, il dandy annoiato interpretato da Toni Servillo nella Grande bellezza, sarebbe forse meno beffarda? Niente paura: nessun divieto in vista per il fumo nei film o nelle fiction tv. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin fuga i dubbi, replicando alla levata di scudi dei big del cinema italiano contro l’ ipotesi di uno stop alle bionde, e rilancia: «L’ arte diventi semmai un alleato della prevenzione». A scendere in campo, con una lettera -appello pubblicata su Repubblica, tante firme del cinema d’ autore, da Francesca Archibugi a Paolo Sorrentino, da Gabriele Muccino a Paolo Virzì, da Mario Mar tone a Gabriele Salvatores: nel mirino, l’ idea di «controllare, limitare o addirittura vietare l’ uso del fumo delle sigarette nei personaggi dei film italiani». Un’ ipotesi affiancata a interventi «sacrosanti» destinati a «contenere il danno del fumo», per esempio nelle «auto con bambini a bordo», ma decisamente in contrasto, a loro giudizio, con la libertà dell’ espressione artistica. Tanto più nei giorni drammatici degli «orribili eventi» di Parigi. Il cinema, la letteratura, l’ arte, sottolineano all’ unisono, «non rispondono e non dovrebbero mai rispondere ad alcun indirizzo, anche il più onorevole, il più giusto, il più sano, il più efficiente». Una «polemica sul nulla», è la risposta del ministro, preoccupata piuttosto per «le immagini vincenti di minori che fumano, si drogano e bevono alcool». «Ho letto la garbata lettera dei registi – spiega – e quello che mi piacerebbe fare è un ragionamento culturale per chi fa fiction e prodotti mirati per i teenager, per favorire la sensibilità in favore di una maggiore prevenzione». L’ invito all’ arte è perciò quello di farsi «alleata della prevenzione per i minori; ovviamente io non faccio lo sceneggiatore ma il ministro e posso solo lanciare degli inviti affinché si parli di prevenzione, ma poi uno può decidere liberamente, quando crea un’ opera e ha un obiettivo, di usare o meno immagini positive, fermo restando – sottolinea però in conclusione – che in Italia la pubblicità occulta è proibita». Contro l’ ipotesi di un «vietato fumare» sul grande e piccolo schermo si schierano anche i 100autori («inaccettabile»), mentre il Codacons bolla come «vergognosa» la lettera dei registi, chiedendosi se dietro l’ appello non ci sia «la paura di perdere i soldi garantiti dalle multinazionali del tabacco attraverso il fenomeno del “product placement”».

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