LA LOMBARDIA?
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fonte:
- La Padania
La Lombardia è la regione più virtuosa del Paese. Il premio? Essere la più tartassata di tutte. Ogni residente di questa bella quanto sfortunata Regione versa alle casse dell’ erario e ai vari livelli di governo locali 12.456 (dato del 2008 Cgia di Mestre). Nella classifica, dietro ai lombardi, seguono i residenti della Valle d’ Aosta con 11.708 euro e i contribuenti emilianoromagnoli con 10.716 euro. Appena fuori dal podio, troviamo il Trentino Alto Adige con 9.854 euro pro capite, il Piemonte con 9.784 euro procapite, il Veneto con 9.507 euro pro capite, e di seguito tutte le altre. Chiudono la classifica i residenti pugliesi con 5.206 euro pro capite, i ghetti dei treni, rc auto, bollette, bolli e servizi postali e bancari, pedaggi, tariffa rifiuti e ricadute dell’ Imu, gli aumenti saranno insostenibili, pari a 1.490 euro. Un vero e proprio balzo, stimano le associazioni dei consumatori, sarà quello della tariffa rifiuti che aumenterà da aprile dell’ anno prossimo del 25%, pari a 64 euro in più a famiglia. A salire saranno però anche i prezzi degli alimentari (+5%,), l’ assicurazione auto (+5%, 61 euro in più), le tariffe professionali e artigianali (114 euro in più), le tariffe aeroportuali oltre alle bollette di luce e gas. Piccolo rincaro infine (1,5 euro in più) anche per il canone Rai, a cui si aggiungono però anche gli aumenti di Un manifesto della Lega Nord del 1989 con la rivendicazione di un’ autonomia impositiva per il Nord: prima c’ era l’ Iciap oggi c’ è l’ Imu e non solo. Balzelli che il Nord continua a pagare senza avere in cambio nulla regione virtuosa e per questo penalizzata più dalle nuove tasse. Un paradosso. Il rischio è quello di una Lombardia dei balzelli, a cominciare da quelli autostradali: per la «Milano Serravalle» le tariffe aumentano dell’ 1,16%, ad «Autostrade per l’ Italia» è stato concesso un incremento del 3,47, ad «Autostrade Centropadane» del 5,66. «La Lombardia – spiega Francesca Arnaboldi, presidente della Confconsumatori lombarda e vicepresidente nazionaleè sempre molto colpita a ogni nuova tassa. Più delle altre regioni. Chi pagherà di più per le autostrade? La Lombardia. È una regione che funziona, per esempio per la raccolta rifiuti. È quella dove si sviluppa un’ atti vità economica più ricca. E anche quella dove si esercita un maggior controllo. E da noi si paga. La pressione fiscale colpirà la regione più ricca e anche quella che più abituata a pagare. Come per il canone televisivo: in Lombardia viene versato, a differenza di altre zone». Per il codacons la Lombardia è sì una zona ricca, ma al suo interno esistono anche «persone disoccupate, persone senza più risorse, che non sono più in grado di pagare il mutuo e le cartelle di Equitalia. Nonostante questo la nostra è una regione virtuosa dove le tasse vengono pagate. Da una parte. Dall’ altra c’ è un Stato che anziché intervenire guardando le cartelle tributarie, si accanisce sui cittadini e sul le imprese». «Se si sceglie – è l’ analisi di Donzelli – la strada dell’ aumento delle tasse possono solo diminuire le risorse economiche da spendere. Se il cittadino il 17 dicembre ha dovuto pagare l’ Imu e subito dopo ha speso per i regali di Natale, si ritrova senza soldi per far girare l’ economia. Li ha dati tutti allo Stato. Se il bar sotto casa riduce il personale e il ristorante all’ angolo e il negozio della strada vicina fanno lo stesso, ci ritroviamo con sempre meno persone con uno stipendio da spendere». Cosa faranno le associazioni dei consumatori? «Vedremo – risponde Francesca Arnaboldi – come contrastare il contrastabile. Mentre prima la gente reagiva con forza, adesso ha l’ atteggiamento di chi cerca soprattutto di difendersi dalle tegole che le piovono in testa». Insomma, la Lombardia resta la Regione che versa più soldi allo Stato per avere in cambio poco o e soci; chi cioè in questo anno è stato solo capace di tassare il Nord. Federalismo contro centralismo. Prima c’ è la Lombardia, poi Roma. Sul territorio deve restare il 75 per cento delle tasse, il resto può tranquillamente finire nelle casse romane dove non si sa mai bene cosa succede. «Anno nuovo, Lega nuova: da domani si cambia marcia. Pulizia, largo ai giovani e prima il Nord», scriveva pochi giorni fa il leader della Lega sul social network. Per poi ribadire concetti e auguri: «Buon anno senza Monti e senza tasse». Appunto, l’ ex premier. In questi lunghi mesi di durissima opposizione Maroni non ha risparmiato bordate al governo tecnico colpevole di aver portato il Paese al collasso: disoccupazione record e debito pubblico alle stelle (e pensare che quando Maroni era ministro del Welfare i senza lavoro erano al minimo storico, oggi invece il tasso di di.
di simone girardin
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