16 Settembre 2010

“La lista degli istituti pericolosi? Criteri strampalati, pare una bufala”

PERUGIA – SCUOLE A RISCHIO ? Il Comune di Perugia cade dalle nuvole e boccia la «lista nera», diffusa l’ altro ieri dal Codacons in materia di edifici scolastici «potenzialmente pericolosi per la sicurezza di studenti e personale». Come osservato anche dalla Provincia di Perugia non sono chiari i parametri adottati dal Codacons per «bollare» alcuni edifici come insicuri o «a rischio» e promuoverne invece altri. Problemi di sovraffollamento numerico? Strutture non a norma? Gronde o solai pericolanti? Misure anti-incendio che vengono meno? Ecco come risponde Palazzo dei Priori. «Non riusciamo a comprendere i criteri con i quali il Ministero dell’ istruzione ha eseguito il monitoraggio sulle scuole diffuso dal Codacons. Ricerca che, per quanto abbiamo capito, parla di un ipotetico sovraffollamento in alcuni istituti. Per quanto ci riguarda – fa osservare l’ assessore comunale all’ edilzia scolastica Monia Ferranti – abbiamo interpellato l’ Ufficio scolastico provinciale che ci ha confermato di non essere stato direttamente coinvolto nell’ iniziativa ministeriale. POSSIAMO a questo punto soltanto ipotizzare che il criterio adottato per il monitoraggio prende in considerazione il numero delle iscrizioni senza metterlo in rapporto con le dimensioni delle singole classi. Va precisato che la competenza dell’ amministrazione comunale è quella di mettere a disposizione dell’ Ufficio scolastico gli istituti di nostra proprietà. Oltre a questo forniamo ai dirigenti i dati di ricettività massima degli alunni all’ interno delle strutture stesse. Ci sono delle scuole, tra l’ altro (quelle soggette al "certificato prevenzione incendi"), in cui il numero massimo di persone è imposto direttamente dal Comando provinciale dei vigili del fuoco. D’ altro canto, invece, la formazione delle classi e la loro composizione anche in termini numerici è di esclusiva competenza ministeriale e quindi localmente dei singoli dirigenti scolastici. Negli ultimi due anni, però, abbiamo in effetti assistito ad un innalzamento della presenza di alunni per classe e sezione – va avanti la Ferranti – che in alcuni casi non ha pienamente tenuto conto delle soglie massime fissate o consigliate dalle normative sulla sicurezza. Contestiamo quindi con fermezza la scelta del ministro Gelmini che ha deciso di elevare la soglia del numero di bambini all’ interno di ogni sezione, senza pensare che in questo modo la sicurezza viene messa gravemente a rischio».
 

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