27 Febbraio 2002

La lira in soffitta senza rimpianti

Euro.
Sta per concludersi la doppia circolazione iniziata il primo gennaio, sondaggio del Comune


La lira in soffitta senza rimpianti

I negozianti: ma c?è ancora chi pensa con la vecchia valuta




Lira addio. Stavolta per sempre. Scomparse da giorni, banconote e monete della vecchia valuta (?strumenti che hanno fatto sentire l?Italia unita?, ha detto il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, 47 anni alla Banca d?Italia) da venerdì primo marzo andranno in pensione per lasciare campo libero all?euro, il denaro che dal primo gennaio ha cominciato a sostituire le monete nazionali continentali. Ci sarà una coda: le vecchie lire potranno essere convertite negli istituti di credito fino al 30 giugno o nelle sedi della banca d?Italia fino al marzo 2012. Ma in giro, di monete e banconote in lire, ne sono rimaste ormai poche: da gennaio sono stati consegnati centomila miliardi, il 95 per cento della valuta messa in circolazione dalla Zecca di Stato.
Addio senza rimpianti. Con qualche mugugno dei bancari. Angelo Cui, della segreteria Federbancari Fisac-Cgil: «Nei primi venti giorni di doppia circolazione lira-euro i colleghi hanno visto crescere il lavoro e lo stress. Colpa della cattiva organizzazione degli istituti. Superata la grande affluenza di clienti della prima fase, tutto è rientrato nella normalità». Proteste dal Codacons, il coordinamento delle associazioni per la tutela dei diritti degli utenti e dei consumatori: ha chiesto al governo nazionale un bonus fiscale di mille euro a famiglia come ?risarcimento per gli arrotondamenti al rialzo nel passaggio dalla lira all?euro che hanno portato a un aumento dell?inflazione?. Giovanni Zedda, responsabile regionale dell?organizzazione: «Abbiamo ricevuto tante segnalazioni di aumenti difficili da documentare singolarmente. Gli incrementi di prezzi sono avvenuti nei beni alimentari. In ogni caso, credevo peggio: il periodo di doppia circolazione è servito per abituarsi. L?inflazione? Quando abbiamo lanciato l?allarme sui rincari a livello nazionale non avevamo torto».
Per verificare e valutare il comportamento dei consumatori cagliaritani, l?assessorato comunale alle Attività produttive, l?Unione consumatori e Cittadinanzattiva (associazione vicina al Tribunale del malato) hanno distribuito un questionario. «La prossima settimana», spiega l?assessore Luciano Collu, «esamineremo le schede e capiremo quale è stato il comportamento dei cagliaritani negli acquisti e nell?utilizzazione del resto in euro. La collaborazione tra associazioni dei consumatori e mercati civici è stato un segnale di fiducia». Nessuna notizia di aumenti a raffica: «Non ci sono stati, almeno nei 98 box del mercati di via Quirra, nei 242 di San Benedetto, nei 15 di Santa Chiara, nei 20 di Sant?Elia e nei 70 box del mercato di Is Bingias». Per Romano Satolli, segretario regionale dell?Unione consumatori, l?operazione-euro ?complessivamente è andata bene? e ?quasi tutti si sono abituati alla nuova moneta?. C?è ancora qualche ?sacca di resistenza destinata a cadere nel giro di qualche settimana?. Poche le proteste: «Ne abbiamo ricevute poche, e quando ci sono state erano indirizzate a qualche piccolo negoziante che ha aumentato i prezzi di qualche prodotto». Caffè, paste, cappuccino al banco. Ne è quasi certo: «Chi ha sbagliato lo ha fatto più per ignoranza che per malafede».
Giancarlo Deidda, ristoratore e presidente regionale della Federazione italiana dei pubblici esercizi (Fipe) ha pochi dubbi: «Molti nostri clienti pagano in euro ma pensano ancora in lire». Spiega perché: «Le mance. I dipendenti del mio locale hanno notato che queste non sono mai state tanto generose. Buon segno, certo, ma forse dipende dal fatto che il consumatore non ha ancora preso coscienza del valore delle nuove monete». Il viaggio lira-euro: «Ha funzionato. In Sardegna abbiamo 7.800 pubblici esercizi e il traghettamento della nuova valuta non è stato tormentato». Timori esagerati a gennaio? «Sì, visti i risultati. La gente si è abituata in fretta. Se avessimo adottato fin da subito l?euro non credo ci sarebbero stati grossi problemi di adattamento». Ci sono voluti invece due mesi per staccarsi dalle vecchie banconote e adottare le nuove, diverse per colore e più pesanti. Qualche difficoltà con le monetine: «Troppo piccole». I negozianti, che ne maneggiano parecchie, assicurano: «Quelle da due e venti centesimi sono scomode e forse spariranno». Una spallata potrebbe arrivare dagli arrotondamenti dei prezzi che, in molti, aspettano fin dal primo marzo.

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