12 Maggio 2019

LA LIBERA STAMPA DEL FATTO QUOTIDIANO USA IL GIORNALE PER ATTACCARE LE ASSOCIAZIONI DEI CITTADINI

 

IL FATTO QUOTIDIANO E IL SUO CRONISTA MELETTI NON CI VOGLIONO STARE!!!

Dopo un articolo diffamatorio in cui Il Fatto Quotidiano ipotizzava una corruzione del Codacons vendutosi per pochi soldi a MPS – articolo nel quale erano contenute bugie, scorrettezze linguistiche e falsi veri e propri con lo scopo, tipico del peggior giornalismo, di fare scandalo e lettori – ora il giornale, che non vuole assolutamente far leggere ai propri lettori la verità su quei fatti, prende d’aceto perché abbiamo chiesto all’editore (e non certo a Giorgio Meletti, autore dell’articolo diffamatorio) di ignorare una parte di una sentenza che ha – grazie a un bel collegio di attenti magistrati – inflitto all’associazione una condanna alle spese ingiusta e abnorme. Ma la cosa più spregevole è che l’autore dell’articolo usa il quotidiano per replicare dimostrando che il potere della stampa è in mano solo a chi lo ha, e cioè a chi la stampa gestisce e comanda, mentre al cittadino resta solo la strada dei comunicati stampa sperando che siano pubblicati. Ma si sa, i potenti e il palazzo sono la rovina etica e sociale dei cittadini onesti e in questo sport di attaccare i nemici politici e anche giudiziari – siano essi forti o deboli – usando i capitali dell’editoria privata il Fatto Quotidiano è un fuoriclasse. Per fortuna il Meletti, ingenuo e poco esperto di diritto per vendicarsi del comunicato stampa con il quale Il Codacons semplicemente proponeva una soluzione non economica della sentenza, preso dalla foga del neofita e da astio assolutamente personale, ha riportato calunnie e accuse false che gli faranno meritare una terza querela. E a lui spieghiamo che il suo odiato nemico avv. Carlo Rienzi – come spesso ha pubblicato Il Giornale rendendo pubbliche le sue denunce dei redditi – è sicuramente più ricco sia del Meletti che dell’associazione, grazie alla sua competenza e professionalità, e non certo grazie a MPS o CODACONS, ma che la ricchezza di un libero professionista non va confusa con la condizione assolutamente grave e precaria – che il Meletti con pericolosa incoscienza irride – di una associazione che ha un bilancio in profondo rosso perché per difendere lui e i suoi lettori in oltre 300 cause sociali e di diritti civici ha dovuto raccogliere 300.000 euro da pagare all’Agenzia delle entrate a causa della indebita richiesta del Contributo Unificato, balzello da cui le ONLUS dovrebbero essere esentate e su cui farebbe bene Il Fatto ad attivarsi per battaglie più degne. Attendiamo ora con fiducia l’esito dei giudizi per tanta vis diffamatoria in sede penale e andremo avanti nella nostra battaglia di democrazia, lasciando i soldi che spettano al Fatto davanti al portone della sede CODACONS (non volendo far accedere certo il Meletti colpito da DASPO etico) in una busta a nome di Travaglio con un grande GRAZIE scritto dentro. E, se non bastasse, gli faremo anche trovare il numero esatto di malati o ludopatici che, privandoci di quelle risorse, destinate ad importanti avvocati che non risvegliano evidentemente l’interesse del Meletti, avranno impedito di curare.
p.s. scommettiamo che Il Fatto non pubblicherà questa nostra nota di precisazione?

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