9 Maggio 2012

La lezione dei cittadini ai prof: tagliate così

La lezione dei cittadini ai prof: tagliate così

Arrivati già 95mila suggerimenti. E Giarda ai dirigenti pubblici: «Serve una purga, basta mega uffici» Antonio Signorini Roma Dieci contro 95mila. I funzionari di Palazzo Chigi si sono messi al lavoro; da una settimana leggono e sintetizzano le segnalazioni di sprechi che gli italiani stanno mandando attraverso il sito del governo. Ne hanno compulsate circa 20mila, quindi duemila a testa. Storie di sprechi veri, reprimende generali e consigli di vario genere su come ridurre la spesa, al ritmo di due messaggi al minuto. Una spinta sufficiente a convertire ai toni forti anche il ministro Piero Giarda, autore della spending review e tagliatore di spese troppo timido a detta dei critici. «Dovete fare una purga», ha detto ad un convegno della Scuola superiore della pubblica amministrazione, dove si formano i super dirigenti dello Stato, che il ministro vorrebbe sistemare in spazi più piccoli. «Invece di stare negli splendidi uffici da 40 metri quadrati- ha detto- dovete rassegnarvi a stare in un ufficetto da 15 metri e ne avanza». Sacrifici necessari se vogliamo «limitare i danni affinché i nostri figli e nipoti non debbano soffrire delle nostre dissennatezze del passato». Dai cittadini, via web, è arrivata una bella fotografia delle spese pazze, assicura il governo. Ormai è noto che prevalgono nettamente le proteste per i costi della politica, per le pensioni d’ oro, tanto che il Codacons propone che queste segnalazioni diventino immediatamente il programma di governo. Ma ci sono anche le micro segnalazioni. Da La Spezia un cittadino riferisce che nei mesi scorsi la Regione Liguria ha erogato la cifra di un milione e mezzo ad un parco «finalizzata alla ricostruzione dell’ habitat del Rospo Ululone o bombina variegata».Da Avellino,un contribuente che se la prende con gli operai delle Comunità montane, che non gli sembrano esattamente un benchmark di produttività: «Per pulire una cunetta e tagliare erba sui margini di una strada di circa 6 chilometri in dieci operai ci hanno messo 51 giorni senza finirla. Questi operai costano alla Regione oltre 60mila euro senza produrre niente. Una ditta privata ci avrebbe messo una giornata con 2mila euro di costo». Buon senso del padre di famiglia da Taranto, con una segnalazione sulla bolletta energetica. «Ci sono zone dove l’ illuminazionepubblica si accende in largo anticipo prima dell’ oscurità e si spengono tardi di mattina. I termosifoni e condizionatori delle strutture pubbliche restano in funzione notte e giorno, anche a costo di aprire le imposte per stemperare la temperatura stessa, per il troppo caldo o per il troppo freddo ». Preoccupazione identica da un cittadino di Nova Milanese, che segnala «luci accese per settimane su interi quartieri con la scusa che devono controllare e cambiare le lampade non funzionanti ». Duplicazioni delle spese ospedaliere, quando a sanità è il capitolo destinato ad essere tagliato in misura maggiore. Da Anzio: «Una cosa molto strana è il rifiuto degli ospedali ad accettare analisi effettuate da laboratori o altri ospedali con spese rilevanti dovute a pazienti costretti a essere ricoverati solo per rieffettuare le analisi suddette ». Poi ci sono i suggerimenti. Uno swap per il debito pubblico. Regole ferree sugli appalti pubblici. Commissioni composte da studenti per identificare sprechi. Da Roma: «Rendere le caserme dismesse più produttive, aprire gli ospedali militari a tutti i cittadini ». E poi mettere giovani disoccupati nei musei cittadini. Perché 65mila dipendenti dell’ amministrazione della Capitale, evidentemente, non garantiscono servizi sufficienti.
 

 

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