La legge urbanistica va cambiata
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fonte:
- La Nuova Sardegna
L’ assessore regionale Erriu sulla stampa dichiara di voler aprire la discussione con le associazioni ambientaliste sul disegno di legge sull’ urbanistica, e al tempo stesso, ci accusa di pretestuoso ideologismo.In realtà abbiamo messo in luce, attraverso l’ analisi dei 113 articoli, l’ intima natura edificatoria e di consumo del suolo in esso contenuto oltreché la mancanza di una visione strategica integrata (coste zone interne). Infatti, a nostro avviso, il disegno di legge ha un ideologico capovolgimento in cui la pianificazione territoriale e urbanistica involve clamorosamente subordinando la norma alle deroghe e alla contrattazione a cui si aggiunge una fuorviante etichetta di “ecosostenibilità”.Deroghe alle norme riscontrabili anche in altri provvedimenti (o provvedimenti comunque non condivisibili) della stessa giunta regionale: la legge sull’ edilizia che ha generato lo scontro istituzionale con il governo nazionale che l’ ha impugnata. La legge sul turismo che avrebbe consentito il 35% di case-mobili della capacità ricettiva ai campeggi. Il secondo e terzo rinnovo del Piano Casa, ovveroil trionfo dell’ edilizia in deroga.Il Wwf, da parte sua, non ha mai avuto un approccio di carattere ideologico o prevenuto, si è limitato a ribadire principi come quelli contenuti nella legge Galasso e nella tutela del paesaggio contenuti nella legislazione vigente. Altresì attraverso la ricerca metodologica condotta con il gruppo di ricerca dell’ Università dell’ Aquila, che da anni collabora con il Wwf, ha indagato gli effetti delle trasformazioni delle coste della Sardegna dal secondo dopoguerra a oggi (dal 1946 al 2011) constatando che il patrimonio edilizio ad uso abitativo nei Comuni costieri sardi è quintuplicato, fenomeno diventato un vero e proprio problema politico-istituzionale, oltreché urbanistico.Il Wwf partendo da questi numeri ha letto i 113 articoli del Ddl urbanistica del marzo 2017 della giunta Pigliaru mettendolo a confronto anche con le norme della Legge regionale Salva Coste (LR n. 8/2004) e del Ppr.L’ Ispra, in questi giorni, ha certificato che in Sardegna sono stati consumati in un anno quasi 240 ettari, il 3,75 per cento della superficie totale dell’ isola che corrispondono a 545 metri quadri di suolo consumato da ciascun sardo.Il Wwf e le associazioni Grig, Italia Nostra, Lipu, Codacons, Federparchi, Medici per l’ Ambiente da un’ attenta disamina del Ddl hanno chiesto con il “Documento di Alghero sulla tutela delle coste della Sardegna” del 17 luglio 2017 profondi e radicali cambiamenti (eliminazione artt. 29, 30, 31, 43). Inoltre è stato posto all’ assessore Erriu un quesito preciso (che non ha avuto risposta), che cogliamo l’ occasione per riproporre: l’ articolo A. 4 dell’ Allegato A potrebbe riversare, secondo taluni calcoli, diversi milioni di metri cubi sulle coste sarde. Chiediamo che gli uffici tecnici dell’ Assessorato regionale all’ Urbanistica forniscano una stima ufficiale e documentata su queste previsioni. Da parte nostra non poniamo questioni ideologiche, chiediamo i numeri. Chiediamo chiarezza. Da questi presupposti potrà partire il confronto. Per il Wwf la salvaguardia delle coste della Sardegna ha una grande importanza che travalica i confini dell’ isola.Carmelo Spadadelegato Wwf SardegnasorsoPer le nozze da favolaè meglio la chiesanLeggo divertito l’ articolo sull’ amministrazione comunale di Sorso che sta valutando la possibilità di concedere con una delibera alcuni luoghi pubblici esterni al palazzo comunale per poter celebrare le nozze. Solo in luoghi di pregio? Dove sono? Certo, sono molto pochi quelli in regola con le concessioni demaniali; le location però per celebrare un matrimonio devono essere da favola. Non sembra ce ne siano nelle vicinanze. Un consiglio per i futuri sposi: accontentatevi delle nozze in chiesa.Angelo CartaSorsoalgheroI lampioni cadutie mai ripristinatinVorrei dire all’ assessore ai lavori pubblici o al sindaco di Alghero che sono ormai passati due anni dalla caduta del lampioni alla passeggiata di fianco alla torre di San Giacomo lasciando quel tratto di passeggiata letteralmente al buio. E’ sempre concreto il pericolo che la gente passeggiando di notte inciampi. Cari amministratori di Alghero non vi sembra il caso di intervenire con il ripristino del lampioni ricordandovi che Alghero non vive solamente attorno al porto turistico.Angelo UrtisAlghero.
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