La legge non piace a nessuno
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fonte:
- La Padania
Allarme delle amministrazioni locali: scaricati su di noi i ?buchi? romani
Pioggia di critiche sulla Finanziaria. È unanime il coro che si leva dal mondo produttivo (associazioni di categoria, imprenditori, sindacati) ma anche dagli enti locali e dalle associazioni di tutela dei cittadini e dei consumatori.
COLPITI I GIUDICI DI PACE. Una delle novità più preoccupanti introdotte dalla legge è l?eliminazione dell?esenzione per la conciliazione davanti ai giudici di pace per valori inferiori a 1.033 euro. Anche i ricorsi al giudice di pace saranno infatti sottoposti al versamento del contributo unificato.
«L?eliminazione dell?esenzione dal contributo unificato – denuncia l?Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) – sembra finalizzata a indebolire la possibilità dei consumatori di ottenere giustizia, anche solo per questioni di principio e di minimo importo». E questo proprio quando i giudici di pace sono stati chiamati ad allargare le loro competenze fino a comprendere anche l?applicazione della Legge Bossi sull?immigrazione.
POLIZZA SULLA CASA, UN ALTRO REGALO ALLE COMPAGNIE. «Come se non bastassero il decreto salvacompagnie, l?assicurazione obbligatoria per i cani e quella per le casalinghe, ora arriva anche l?assicurazione contro le calamità naturali, l?ennesimo regalo alle compagnie assicurative». Così l?Intesa consumatori definisce il provvedimento inserito in Finanziaria che, spiega, ricalca la stessa misura già bocciata dall?Antitrust.
PENSIONATI PRIMI IN PIAZZA. Pensionati mobilitati contro la Finanziaria. I comitati direttivi unitari dello Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno deciso due prime giornate di protesta per il 20 e il 29 ottobre a sostegno delle loro rivendicazioni e a fronte del «netto peggioramento delle condizioni di vita di milioni di cittadini anziani del Paese».
SINDACI MILANESI MANIFESTANO IN PREFETTURA. Decisa contrarietà è stata espressa dagli enti locali. Per l?Anci (l?associazione dei comuni) questa legge è «una vera tragedia, che scarica sulle amministrazioni locali i ?buchi? del governo centrale». Il rischio maggiore riguarda i piccoli Comuni e lo sviluppo di molte città: così si mette a repentaglio «la quantità e la qualità dei servizi che il sistema delle Autonomie danno ai cittadini», che rischiano di ricevere minori servizi, in particolare le fasce più deboli. Sulla stessa linea anche l?Upi (Unione delle Province d?Italia) che parla di «effetti distruttivi» del provvedimento sulle economie locali.
A Milano una cinquantina di sindaci della provincia hanno manifestato davanti alla Prefettura e incontrato il prefetto, Bruno Ferrante, per esprimergli il loro malcontento. I sindaci chiedono che venga effettuata «una netta distinzione tra i trasferimenti statali e la compartecipazione all?Irpef» e che sia data ai Comuni «nel rispetto del ruolo e delle funzioni delle autonomie, la possibilità di interagire sul territorio con un sistema di capacità impositiva, che non sia aggiuntiva a quella esistente».
ARTIGIANI, AGRICOLTORI, INDUSTRIALI: TUTTI CONTRO. Casartigiani giudica negativamente le norme fiscali e le scelte per il Sud. Sergio Billè, presidente di Confcommercio, definisce la Finanziaria di Siniscalco «una cambiale di colossale entità destinata alle famiglie e alle piccole imprese, sulla quale lo Stato ha però scritto pagherete e non pagherò».
Con specifico riferimento al ?capitolo? fiscale si sono subito levate le critiche delle principali organizzazioni agricole. Per il presidente della Cia, Giuseppe Politi, si tratta di «una manovra debole e incerta che non consente lo sviluppo: ancora una volta la spesa destinata agli investimenti è totalmente insufficiente, mentre si è continuato nella logica dell?una tantum e dei tagli».
Per il vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei, «va esaminata meglio, ma mi sembra un po? deludente, perché si pensava che ci fossero più mezzi a disposizione per la ricerca e il Mezzogiorno, che erano le due cose messe nel programma. Anche sulle grandi opere si frena o si rallenta. E non è positivo». Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, parla invece di «ritorno agli anni bui. Un allontanamento da quel fisco equo auspicato da tutti. Ci sembra che il provvedimento non presenti traccia né dell?auspicata riduzione del carico fiscale, né della riduzione dell?Irap».
TRIPLICE, DELUSIONE. Nella Triplice, infine, la Cgil rileva che «i 22 miliardi di euro che il governo ha sbandierato per il Sud non ci sono» mentre per la Uil la Finanziaria «non risolve i problemi principali oggi sul tappeto».
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