11 Marzo 2003

«La legge deve tutelare il contraente più debole»

Per il prof. Loiodice ragionevole il rinvio alla Consulta

«La legge deve tutelare il contraente più debole»


«Appare ragionevole l`eccezione di incostituzionalità del decreto frena-ricorsi varato dal governo per evitare alle compagnie di assicurazione di risarcire i consumatori che chiedono la restituzione delle somme pagate in più per la Rc auto», secondo il prof. Aldo Loiodice, direttore dell`Istituto di Diritto costituzionale della Facoltà di Giurisprudenza dell`Università di Bari.
Ci sono tre aspetti da valutare. Il primo riguarda la ragionevolezza dettata dal principio di uguaglianza sancito dall`art. 3 della Costituzione, per il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge. Per Loiodice la legge non può tutelare il più forte, ma deve difendere il soggetto più debole, in questo caso i consumatori. Il fatto che il decreto riservi un ingiustificato trattamento di favore nei confronti dei cosiddetti «contraenti forti» – come sostiene l`Intesa dei consumatori (Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori) – avanza il sospetto di incostituzionalità. «Non è possibile – aggiunge Loiodice – una disparità di trattamento delle situazioni giuridiche».
L`altro aspetto da valutare, a parere del prof. Loidice, è quello della violazione dei principi di straordinaria necessità e urgenza. Infatti, non si può utilizzare l`urgenza per decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Infine va considerata l`inviolabilità del diritto di difesa (art. 24 della Costituzione), che non può essere ridotto attraverso una legge.
E` possibile stabilire nel merito la fondatezza di queste eccezioni di incostituzionalità? «Non si può valutare nel merito senza conoscere la risposta che il governo darà attraverso l`Avvocatura dello Stato. Il giudice di pace oggi ha agito come un portiere: ha aperto la porta alla decisione della Corte costituzionale, avanzando un dubbio. Sarà poi la Consulta a decidere se questo sospetto è fondato o no. Intanto la legge rimane vigente, in attesa della decisione si fermano i processi in corso».
In realtà, il decreto del governo ha «salvato» le compagnie, rendendo più gravoso il procedimento civile, col rischio che finisca in Cassazione. E quando la somma da recuperare è dell`ordine di 50-100 euro, il consumatore rinuncia a richiedere il risarcimento.




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