La legge anti- sigarette spegne 500mila fumatori
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fonte:
- Libero
MILANO Mezzo milione di persone ha smesso di fumare. Mezzo milione in un solo anno. La scossa per cercare di spegnere per l`ultima volta una sigaretta, non c`è dubbio, è stata data dalla legge Sirchia: la legge sul fumo nei locali pubblici. Da allora i fumatori, umilati e offesi, costretti a dedicarsi al tabacco o al freddo in mezzo a una strada o, peggio ancora, rinchiusi di nascosto in bagno come al liceo, hanno deciso di lasciar perdere. Non tutti, questo è ovvio. Smettere non è impresa facile. I fumatori in Italia sono ancora 11 milioni e 221 mila, pari al 22,3 per cento della popolazione, ovvero quasi un quinto del totale. I più accaniti sono gli uomini, il 28,5% ancora con sigaretta in bocca, mentre a quanto pare le donne riescono a dire di no al tabacco più facilmente: solo il 16,6% del totale gira con un pacchetto nella borsetta. Oltre ai 500mila ex- fumatori sono aumentati in maniera impressionante anche i cosiddetti “ fumatori pentiti“: ovvero quelli che nell`ultimo anno hanno provato a smettere almeno una volta. La percentuale è, infatti, passata dal 20,9 per cento al 23 per cento. Quanto alla geografia dell`Italia con la sigaretta in mano, la più alta percentuale di tabagisti si registra nell`Italia centrale ( 24,3%). Seguono il Nordovest con il 22,9%, le isole con il 21,7%, il Nordest con il 21,5% e infine il salutista Sud con il 20,9%. Per quanto riguarda la “ tipologia“ di fumatori, quelli abituali, ovvero che non riescono a stare un giorno senza una sigaretta, sono l` 89,7% del totale, e consumano in media 14,8 sigarette al giorno. “ A un anno dalla legge sul fumo si sono registrati già i primi importanti successi “ ha detto il sottosegretario alla Salute Domenico Di Virgilio, che ha poi aggiunto che “ l`obiettivo della legge non va visto solo nei dati relativi alla riduzione dei fumatori ma soprattutto nella riduzione delle malattie correlate “ . Secondo i dati del Ministero della Salute, in coincidenza con i divieti, si sarebbe registrata, infatti, anche una riduzione dei ricoveri per infarto acuto del miocardio: il 7% meno solo nei primi due mesi dell`anno. Altro dato interessante emerso dalla ricerca è quello sul titolo di studio dei fumatori. A quanto pare esiste una forte correlazione tra studio e sigarette: i tabagisti sono solo il 20,9% tra i laureati mentre tra i titolari di licenzia media aumentano al 32,3%. Un risultato questo che ha indotto l`Istat a parlare di “ un pericolo legato alle diseguaglianze sociali per il tabagismo “ . Gli italiani, insomma, stanno gradatamente perdendo il vizio e sembrano anche contenti delle restrizioni imposte l`anno scorso. La quasi totalità degli intervistati dall`Istat non è stata per niente infastidita dal decreto Sirchia mentre il dieci percento ha addirittura affermato di andare nei locali pubblici più spesso di quanto faceva in passato. Va considerato inoltre che i locali dotati di una zona fumatori sono solo l` 1% e che in quasi tutti ( il 91%) la legge è stata rispettata. Se ne evince che, nel complesso, gli italiani hanno apprezzato ristoranti e bar senza fumo. E così sull`onda dell`entusiasmo fioccano anche proposte che, a dirla tutta, sembrano davvero eccessive. Mentre la lega italiana per la lotta contro i tumori ha annunciato la prossima istituzione di aree “ smoking free“ negli stadi, il Codacons, ha, infatti, presentato alla Camera dei Deputati un progetto per impedire ai cittadini di accendersi una sigaretta in automobile. “ Il fumo alla guida – annunciano severi – aumenta il rischio di incidenti “ . Possibile. Per ora però si tratta solo di stime. – E di divieti, a quanto pare, i fumatori ne hanno già a sufficienza. Lorenzo Mottola Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
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