26 Marzo 2013

La Lega: una follia di Monti il Cud on-line peri pensionati

La Lega: una follia di Monti il Cud on-line peri pensionati

 

Continua a far discutere, per usare un eufemismo, la mancata spedizione del Cud a milioni di pensionati italiani. In ossequio alla legge di stabilità infatti da quest’ anno la certificazione dei redditi non sarà più inviata a domicilio dei pensionati, costringendoli ad armarsi di codice Pin e tanta pazienza per scaricare il modulo on-line. Le alternative e le eccezioni non mancano, ma sono tutt’ altro che agevoli. «L’ ultima perla del governo Monti alla faccia della semplificazione: oggi un pensionato per poter fare le proprie pratiche Isee avrebbe bisogno del Cud, ma averlo è impossibile perché è obbligato ad andare su internet e avere la Pec. Ma ci rendiamo conto che c’ è gente che non ha figli e nipoti che hanno tempo da perdere in pratiche burocratiche demenziali? Siamo dawero sicuri che così si risparmia anziché mandare uno stampato come si è sempre fatto?», si chiede Massimo Garavaglia, senatore uscente della Lega Nord, assessore al bilancio della Regione Lombardia con delega alla semplificazione. Garavaglia ironizzando sul fallimento del ministro Terzi e della nostra diplomazia dopo il caso dei Marò, aggiunge: «Dovremo mettere il ministro Terzi, perché ci auguriamo avrà del tempo libero, davanti a un computer a scaricare i cud per tutti i pensionati». Fortunatamente, come ci segnala una lettrice, è possibile mettersi in contatto con l’ Inps, tramite numero verde, per ottenere l’ agognata copia cartacea gratuitamente. Invece, se lo si richiede alle Poste, bisogna pure pagare un balzello di 3,30 euro. Intanto il Codacons chiede all’ Inps quanto è costata la modifica del sito per inserire la possibilità di scaricare il Cud on line, ossia se gli aggiornamenti sono stati fatti da personale interno o da una società esterna appositamente pa gata, riservandosi, in assenza di una risposta, di presentare un esposto alla Corte dei Conti per accertarlo. La decisione di costringere i pensionati a doversi scaricare il Cud da internet, invece di riceverlo comodamente a casa, «è già una crudeltà – spiega in una nota l’ associazione dei consumatori -, specie considerato che secondo gli ultimi dati Istat usano un personal computer solo il 17,2 per cento dei 6574enni ed il 3,8% dei 75enni, percentuali che scendono ulteriormente per l’ uso di internet, rispettivamente 16,3 e 3,3%, ma renderlo appositamente complicato è, nella migliore delle ipotesi, una vergogna nazionale, una cosa scandalosa. Sul sito dell’ Inps, infatti, manca un link diretto che ti consente di scaricare direttamente il Cud. In home page ci sono ben 4 riferimenti al “Cud 2013 on line”, troppi, specie considerato che nessuno di questi ti consente di completare l’ iter».

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