24 Luglio 2010

La Lega sapeva e negava, si assuma la responsabilità”

 

IERI Giovanni Bigoni, portavoce del Carspac 2, quella parte del comitato soci sovventori che si sono appoggiati al Codacons per perorare per vie legali il rimborso dei risparmi perduti nel crac Coopcostruttori, ha chiamato di nuovo in causa la Lega delle Cooperative. L’ ha tirata in ballo in tribunale, al termine dell’ udienza del processo contro gli indagati del dissesto finanziario dell’ ex colosso edile rosso, tra cui figurano i massimi dirigenti Giovanni Donigaglia e Renzo Ricci Maccarini. BIGONI, prendendo spunto dalle dichiarazioni del maresciallo della Finanza Nicola Varesano, ha detto appunto che «la Lega doveva controllare, sapeva come stavano andando le cose ma negava». Dunque i suoi rappresentanti se ne devono assumere le responsabilità oggettive. Di più. Puntando l’ indice su «atteggiamenti punitivi e discriminatori della Legacoop verso i soci», chiosa: «Apprezzo le affermazioni di Donigaglia quando attacca la Lega ed il partito che hanno detto solo bugie e che, pur potendo, non hanno mosso un dito per salvare la coop». Ed intanto annuncia una novità: «il sequestro cautelativo di 17 milioni di beni mobili, che va ad aggiungersi al blocco delle disponibilità liquide dei 14 indagati». INTERVIENE anche il presidente di Codacons, l’ avvocato Bruno Barbieri, che tutela le ragioni del Carspac 2, precisando che: «Quanto emerso dalle dichiarazioni di Varesano, è ciò che noi sosteniamo sin dall’ inizio. Ma in questa fase stiamo perseguendo una strategia che abbiamo adottato anzitempo: non iniziare cioè un giudizio civile in attesa di raccogliere atti probatori che emergono in sede penale. Una strategia che sta dando risultati positivi». E chiude sposando la tesi secondo cui la Legacoop doveva essere informata dei fatti, e doveva comunicarlo anche ai soci. Mentre le Apc, le azioni di partecipazione cooperativa, sarebbero state emesse in assenza delle certificazioni di bilancio rilasciate dai revisori. INFINE un giudizio sui discorsi difensivi di Donigaglia: «Non capisco questo suo comportamento – spiega Barbieri – se come dice è in possesso di documenti che sarebbero la sua ancora di salvezza, li faccia vedere, e lo faccia subito. Perché non li ha ancora tirati fuori?!». Il portavoce dell’ altra anima del Carspac, Valerio Cellini, commenta: «Donigaglia si sta arrampicando sugli specchi: accusa sempre ed ancora la politica senza aggiungere nulla di nuovo alla sua posizione. Cose già dette, già sentite». Nando Magnani.
 

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