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20 Luglio 2019

La Lady Madoff che scuote Fidenza

falsi rendiconti ai clienti, somme intercettate ai risparmiatori e firme apocrife nell’ attività di antonella lambri
A Fidenza (provincia di Parma) ormai la chiamano “la Piacentina”. Antonella Lambri, consulente finanziaria autrice di un (presunto ma verosimile) schema Ponzi. Piacentina perché lo è di nascita, e piacentina per sottolineare la distanza siderale tra due province che non si sono mai amate. Lambri, mandato (revocato) di SanPaolo Invest, consulente abilitata all’ offerta fuori sede, fuori sede ci andava (dicono in città) in Porsche Cayenne. Preferibilmente con autista. Un particolare che a Fidenza (27mila abitanti) non passava inosservato. L’ ufficio di SanPaolo Invest dove lavorava è a Palazzo Belotti (due vetrine ad arco esattamente di fronte al Duomo) ora è sigillato e le carte sono state portate alla sede di Parma. Palazzo Belotti, di particolare pregio, è stato costruito dalla prestigiosa società Montanari, così come l’ appartamento che la vox populi attribuisce alla Lambri, in un complesso avveniristico, vincitore di un prestigioso premio di architettura internazionale: l’ Active House Awards 2018, affacciato su Via Gramsci. E non sorprende: perché Lambri, 49enne di bell’ aspetto, era la consulente numero uno di San Paolo Invest. Attenta alla propria immagine, autrice di un volume «Passione e finanza», spesso immortalata sui giornali, 150 milioni euro in portafoglio per circa 700 clienti, era il punto di riferimento per gli investimenti della top class fidentina (o borghigiana). «Le voci sono quasi sempre vere e le cose sono quasi sempre semplici», scriveva Sciascia. Così quando le prime voci su uno schema Ponzi allestito dalla Lambri sono iniziate a circolare, a Fidenza si sono preoccupati in molti. A leggere la delibera dell’ Organismo di vigilanza e di tenuta dell’ albo dei consulenti, con cui la consulente (oggi sotto inchiesta a Parma per truffa) è stata sospesa per 180 giorni, le cose sono andate così: prendi i soldi a un cliente per mascherare le perdite di un altro cliente e cosi via in un crescendo di sottrazione in sottrazione che avrebbe portato (in questo genere di vicende la quantificazione del danno è sempre molto difficile) a perdite per 920mila euro “spalmate” su sei diversi investitori. Peraltro la stessa Lambri sembra abbia lasciato una dichiarazione nella quale avrebbe ammesso ulteriori distrazioni di somme facendo transitare denaro dalle posizioni di alcuni clienti in favore di altri clienti sempre appartenenti al medesimo nucleo familiare. Nella stessa dichiarazione Lambri avrebbe anche ammesso di aver predisposto rendiconti falsi sulle posizioni di alcuni investitori forzando il dato sulla Ricchezza finanziaria amministrata depositata presso terzi. Dai primi accertamenti sarebbe emerso che le posizioni di clienti con rendicontazioni fasulle sarebbero state assai di più: 114. Oltre a questi è stata la stessa SanPaolo Invest ad accertare l’ apertura di un conto alla società “cugina” Banca Fideuram, intestato a un cliente (ma aperto con firme false) e il trasferimento del corrispettivo di un affidamento legato allo stesso conto attraverso cinque assegni circolari mai richiesti dal cliente e ritirati allo sportello da lei . Su un’ altra posizione si sono registrate discrepanze sui conti per 3.883.000 euro. Ce n’ è abbastanza per allarmare una piccola città. Anche perché a giudicare dai primi elementi raccolti da Federconsumatori e Codacons (le prime associazioni a muoversi sul tema) molti versamenti erano stati effettuati cash: una scelta dissennata perché il cash, per definizione, non si rintraccia. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
stefano elli

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