15 Agosto 2010

La guerriglia dei piromani ordigni per appiccare i roghi

DAL NOSTRO INVIATO PANTELLERIA – Fuoco e paura a Pantelleria. Decine di famiglie hanno abbandonato i dammusi aggrediti dalle fiamme. Per tutto il pomeriggio e la notte dell´altro ieri i pochi mezzi di soccorso dei vigili del fuoco e della protezione civile sono stati impegnati su più fronti di fuoco, quasi tutti dolosi, in diverse parti dell´isola. La tecnica è identica: zampironi collegati a contenitori pieni di polvere da esplosivo militare che fungevano da miccia a lenta combustione in grado di assicurare agli incendiari il tempo di allontanarsi indisturbati. Tra gli "sfollati" di Pantelleria anche il sindaco Alberto Di Marzo e alcuni consiglieri comunali che partecipavano ad una cena nel dammuso del consigliere provinciale di Trapani, Francesco Brignone, dell´Udc che, ironia della sorte, si trova in contrada "Kuddia Bruciata". Secondo molti panteschi proprio quest´ultimo incendio è chiaro atto intimidatorio nei confronti dell´amministrazione comunale. I roghi e la tempistica dei soccorsi hanno dato fiato alle polemiche con alcuni residenti che hanno preannunciato denunce ai carabinieri. Un canadair inviato nell´isola ha effettuato un solo lancio, fallendo il bersaglio per poi rientrare alla base perché aveva esaurito le ore di volo programmate. L´ondata di scirocco ha rimesso in moto i piromani in molte altre zone della Sicilia con decine e decine di ettari di vegetazione andati in fumo. Ad Alicudi, un vasto incendio ha distrutto una ventina di ettari di macchia mediterranea e per domare le fiamme sono intervenuti un canadair della protezione Civile ed alcuni elicotteri della Forestale. Una decina di famiglie sono state evacuate a scopo precauzionale. Stessa storia intorno al golfo di San Vito Lo Capo. Le fiamme, secondo la ricostruzione della Forestale, sono state appiccate vicino alla Tonnara e da lì si sono propagate fino in contrada Fauci. Per alcune ore anche la strada provinciale che collega Custonaci con San Vito Lo Capo è stata interrotta. Nuovi roghi anche a Cefalù, dove il fuoco è divampato in contrada Pisciotto e sulla rocca che sovrasta il centro abitato, e sulle Madonie, per un totale di 14 interventi di soccorso richiesti alla protezione civile. Contro gli incendi e i piromani scende in campo il Codacons che propone la creazione di "fotoronde", cittadini dotati di macchine fotografiche «che agiscono come sentinelle per la salvaguardia del patrimonio naturale siciliano». Il Codacons propone una sorta di taglia da 2.000 euro, una sorta di incentivo per chi riesce a fotografare un piromane in azione, contribuendo così all´identificazione e all´arresto. «Si rende necessaria – dice il segretario del Codacons, Francesco Tanasi – una collaborazione affinché i colpevoli possano interrompere le azioni di disastro ambientale e rendere più facile il lavoro degli uomini della Forestale che rischiano la vita».

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