14 Giugno 2014

La guerra strisciante tra veleni sul tutor, benzinai e gruppo Gavio

La guerra strisciante tra veleni sul tutor, benzinai e gruppo Gavio

Una nuova autostrada è pronta ad aprire: l’ inaugurazione della Brebemi, la direttissima Brescia-Treviglio-Milano (perché non sia stata chiamata Bretremi resta un mistero, ma forse non suonava bene) è fissata per il 22 luglio. Una buona notizia per gli automobilisti della bassa Bresciana e Bergamasca? A dirlo saranno gli stessi automobilisti, con i loro viaggi e i pedaggi da pagare. Ma intanto, da un mese a questa parte, proprio attorno alla nuova autostrada, è iniziato un curioso movimento, che non è solo quello delle ruspe e degli operai impegnati nelle ultime rifiniture. Il 23 maggio è stata la volta di due associazioni, «Amici della Polizia stradale» e Codacons. Entrambe, a gran voce, hanno criticato Brebemi sostenendo che non è più possibile aprire un’ autostrada senza prevedere il sistema Safety Tutor, quello che rileva la velocità media e impone all’ automobilista, per tutto il suo viaggio, di non schiacciare troppo sull’ acceleratore. Il Codacons ha addirittura annunciato una diffida all’ Anas, «affinché impedisca alla Brebemi di aprire se il Tutor non verrà installato». Il tutto dimenticando che l’ ente concedente della nuova autostrada non è l’ Anas ma la società lombardo-statale Cal spa. Settimana scorsa, invece, è stata la volta di Legambiente, con il responsabile regionale trasporti Dario Balotta: è stato lui, prima della società, a rendere pubblici i costi dei pedaggi, esagerando sul parametro di base dei 19 centesimi a chilometro ma azzeccandoci sui costi assoluti: «5 euro da Treviglio a Chiari», aveva detto. E 5 euro sono, come dice la società, che però è andata su tutte le furie rispetto alle critiche dello stesso Balotta. A metterci del loro, infine, sono stati anche i benzinai: nessuno si è presentato ai due bandi di Brebemi per le stazioni di servizio Adda Sud e Adda Nord, a Caravaggio. Ma negli ultimi tempi una decina di soggetti hanno deciso di partecipare alla trattativa privata per accaparrarsi i distributori: evitare l’ appalto ha forse garantito più spazio di manovra e possibilità di abbassare il prezzo di concessione. Sarà una coincidenza, ma tutto questo avviene mentre c’ è un’ altra partita in corso, non dichiarata. Nata come società voluta dal territorio, promossa ad ogni piè sospinto dal potente bresciano Francesco Bettoni, Brebemi è diventata di fatto un’ infrastruttura che gravita nell’ orbita del gruppo Gavio di Tortona, che controlla il 18 percento della rete autostradale italiana ed è forse il competitor principale, nel centro-nord della Penisola, di Autostrade per l’ Italia spa. Grazie alla nuova direttissima la famiglia Gavio, con i suoi soci più vicini, si ritroverà a fare concorrenza proprio ad Aspi, tentando di togliere traffico all’ A4, una miniera d’ oro, trattandosi dell’ arteria più trafficata d’ Europa. E guarda caso, di chi è il prototipo del Safety Tutor? Di Autostrade per l’ Italia. E qual è il pedaggio che fa la figura più bella di fronte ai 15 centesimi al chilometro di Brebemi? Quello dell’ A4 (sempre Autostrade per l’ Italia), con 7 centesimi. Pare che dalle parti di Brebemi si tenda a tener buoni i Gavio: non si vuole la guerra con nessuno, i toni vanno tenuti bassi in vista di una competizione sul mercato che già oggi è piuttosto incandescente, anche se bisogna ancora iniziare. Non a caso, le parole di Legambiente che più hanno fatto arrabbiare Brebemi spa, non sono tanto quelle sui pedaggi, ma quelle sui rischi di un calo del bacino d’ utenza, rispetto alle previsioni: ipotesi che farebbe davvero gola al principale concorrente. La prova del 9 si avvicina: saranno gli automobilisti a dare un responso. Armando Di Landro [email protected].

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