La guerra dei vaccini i medici: no a sanzioni
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
il ministero precisa: «concorderemo ogni azione con gli ordini»
l ROMA. L’ ipotesi di sanzioni per i medici e operatori che non supportino adeguatamente la pratica vaccinale, continua a far discutere e anche ieri medici e consumatori tornano sul piede di guerra. Getta invece acqua sul fuoco il Direttore generale del Ministero della Salute Ranieri Guerra che invita a guardare piuttosto al calo allarmante delle vaccinazioni. «Ogni azione attuativa del piano – dice Guerra – è previsto chiaramente che venga intrapresa con i medici, certamente non contro di loro. Parliamo piuttosto – è l’ invito del Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute – del drammatico calo di copertura vaccinale, le cui conseguenze tutti noi medici conosciamo bene e di cui abbiamo dibattuto in sede di formulazione del nuovo piano. «Se verrà in qualche modo confermata la sanzione per i medici, tuonano però dal canto loro i camici bianchi di Roma, sarà respinta senza se e senza ma da tutta la categoria, poichè sarebbe l’ ennesima dimostrazione di una vera e propria caccia alle streghe attuata nei nostri confronti». Roberto Lala, presidente dell’ Ordine dei medici di Roma, ricorda inoltre, che «il malcontento della nostra categoria era già ai massimi livelli a seguito del decreto sull’ appropriatezza delle pre scrizioni. Ora questa nuova prospettata aggiunta di sanzioni è veramente capace di far saltare il coperchio a una pentola in ebollizione da troppo tempo». Stessa reazione del Codacons che va oltre e per bocca del suo Presidente Carlo Rienzi si dice «pronto ad una raffica di denunce contro le vaccinazioni di massa» «Vaccinarsi è utile e sicuro» ribadisce invece il Presidente della Società Italiana di Igene, medicina preventiva e sanità pubblica, (Sitl) Carlo Signorelli, non solo «per il singolo in dividuo ma anche per tutta la collettività» soprattutto in relazione alla diminuzione consistente delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate «che sono scese sotto il 95% e dunque sotto la soglia di allarme». Intanto nelle circa ottanta pagine della bozza del Piano Nazionale vaccinazioni è tracciata la strategia completa per risalire la china di un calo delle vaccinazioni che preoccupa le Autorità sanitarie del Paese: Mantenere lo stato polio -free, raggiungere lo stato morbillo -free e rosolia -free, garantire l’ offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni nelle fasce d’ età e popolazioni a rischio. Il documento sottolinea, inoltre, l’ importanza di dare risposte e proporre soluzioni «per l’ innovazione tecnologica, per lo sviluppo di nuovi vaccini, per la possibilità di combinare antigeni in maniera diversa e migliore dell’ attuale», con un costo che ammonterebbe a circa 620milioni di euro. E sempre il Piano evidenzia con forza i risparmi che derivano da una vaccinazione massiva e l’ aumento in termini di Pil derivante dalla promozione di buone pratiche nella salute e dalla prevenzione delle malattie. È stato dimostrato, si legge nella bozza, che per ogni euro investito in vaccini lo Stato ricava almeno 4 euro per effetto di costi evitati e vantaggi per la fiscalità. «Non vaccinare contro una malattia prevenibile – si legge nella bozza – quindi, se da un lato determina un risparmio, limitato, di risorse legate all’ acquisto e alla somministrazione dei vaccini, dall’ altro rappresenta invece un costo spesso assai più rilevante tanto in termini di salute (qualità della vita) che economici (costi diretti e costi indiretti)». Claudia Coletta.
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