La guerra dei consumatori
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fonte:
- Miaeconomia.it
Alleate nella lotta per la difesa dei consumatori, ma nemiche fuori dal campo di battaglia, tanto da finire davanti ad un tribunale. Questo l`epilogo della querelle tra le due associazioni Codacons e Altroconsumo, con quest`ultima che potrebbe essere messa fuori dal Cncu (il consiglio consumatori e utenti che riunisce presso il ministero delle Attività produttive le associazioni dei consumatori). Ad intervenire sulla vicenda è il Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso del Codacons – appoggiato da Adusbef e Federconsumatori – contro l`inserimento di Altroconsumo tra le associazioni riconosciute dalla legge e facenti parte del Cncu. Così, in base alla sentenza emessa lo scorso venerdì, il Giudice amministrativo ha sancito che Altroconsumo è priva dei requisiti di legge necessari per far parte del consiglio dei consumatori. “La maggioranza del principale organo dell`associazione Altroconsumo – si legge in particolare nella sentenza del Consiglio di Stato – non è espressione dei soci e quindi non è eletta su base democratica, ma è nominata da soggetti terzi che assumono così il reale controllo dell`associazione e hanno gli strumenti per impedire anche modifiche statuarie idonee a ripristinare un ordinamento a base democratica“. Deve quindi essere annullato – afferma ancora il Consiglio di Stato – il decreto del 28 novembre 2002 nella parte in cui il ministero delle Attività produttive ha incluso Altroconsumo nell`elenco delle associazioni dei consumatori. Ora – ha deciso il giudice amministrativo – il ministero dovrà verificare sulla base dei principi contenuti nella presente decisione se l`assenza dei requisiti permane in capo all`associazione. In particolare, il j`accuse del Codacons nei confronti dei Altroconsumo riguarda le “connessioni che l`associazione milanese ha avviato con imprese di capitali“, mentre nello statuto di Altroconsumo è specificato che l`associazione è indipendente e senza scopo di lucro. Elementi che – secondo il CdS – non possono far definire Altroconsumo come associazione dei consumatori in quanto è una società che opera nel settore del consumo, che produce utili e soprattutto che può ripartire tali utili tra gli azionisti tra cui figura anche una persona fisica oltre ad altri enti. Accuse a cui ha subito replicato Altroconsumo, secondo cui “la sentenza fa riferimento all`iscrizione al Cncu del 2002 e i rilievi del Consiglio di Stato sono di carattere formale (come le elezioni interne) e non toccano la sostanza e la qualità del lavoro dell`associazione di consumatori indipendente“. Altroconusmo – riporta in una nota – è un`associazione indipendente, nata nel 1973 che può contare su circa 300mila soci il cui scopo è offrire consulenze tecniche ai cittadini. Atroconsumo ha, quindi, lanciato il contrattacco dichiarando che “non solo il Codacons è il primo a non rispettare le regole di iscrizione, ma è stata la stessa associazione ad aver dichiarato pubblicamente di non avere gli iscritti previsti dalla legge e di aver ricevuto finanziamenti dalle imprese. Presupposti che – tuona Altroconsumo – fanno pendere al Tar Lazio quattro ricorsi contro il Codacons. Inoltre – polemizza ancora l`associazione milanese – il Codacons è diventato un partito politico che cerca visibiltà a tutti i costi. Un botta e risposta, quindi tra le due associazioni che avrà termine nelle prossime ore, quando il ministero delle Attività produttive, a cui fa capo il Cncu, deciderà se Altroconsumo possiede o meno i requisiti per rimanere all`interno del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti.
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