17 Luglio 2006

La guerra dei consumatori

Codacons denuncia Altroconsumo: in gioco 4 milioni di finanziamenti

La guerra dei consumatori

Indagine del ministero In forse anche i contributi per l`editoria

ROMA I paladini dei consumatori sono in guerra tra loro. In palio ci sono i finanziamenti del ministero dello Sviluppo economico. Altroconsumo, la sigla milanese presieduta dall`avvocato Paolo Martinello, rischia di dover restituire al ministero dello Sviluppo economico circa 4 milioni di euro (i fondi degli ultimi quattro anni).Il ministero ha avviato un`indagine. L`apertura del dossier è il frutto di una serie di diffide presentate dal Codacons, organizzazione da sempre “rivale“ diretta dall`avvocato Carlo Rienzi. Obiettivo di Rienzi è far recuperare i fondi al ministero per redi stribuirli alle altre associazioni iscritte al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu), la consulta istituzionale creata nel `98. L`iscrizione al Cncu è requisito indispensabile per accedere ai fondi statali. Ed è qui che cominciano i problemi di Altroconsumo. Nel 2001, una sentenza del Consiglio di Stato, ribaltando una decisione del Tar del Lazio e accogliendo un ricorso di Codacons, Adusbef e Federconsumatori, ha escluso l`associazione dalla lista dei beneficiari dei contributi dell`editoria poichè Altroc risultata essere parte di una rete di società di capitali, e non un`organizzazione no profit idonea a ricevere contributi pubblici. Questo precedente viene ora invocato dal Codacons per togliere all`organizzazione concorrente i contributi del ministero. Che, tuttavia, negli anni scorsi, durante le ispezioni preliminari all`erogazione dei fondi non ha mai rilevato irregolarità. Dal testo della sentenza si evince che “l`avvocato Martinello è presidente del consiglio di amministrazione di Altroconsumo S.r.l. (la società che pubblica e gestisce la rivista Altroconsumo), di Altroconsumo edizioni finanziarie s.r.l. (che gestisce la rivista finanziaria Soldi Sette), membro di Altroconsumo immobili S. r.l.nonché di Euroconsumers S.A. (già Conseurs S.A., impresa lussemburghese che opera nel settore del consumo e che può ripartire gli utili tra gli azionisti). Le indagini hanno poi accertato che dal 2003 l`avv.Martinello è diventato membro anche del c.d.a. di ESTCF S.A. e di Deco Proteste Lda entrambi facenti parti del gruppo Conseurs“. L`associazione è ora in attesa di sapere se dovrà o meno restituire al Dipartimento dell`informazione e dell`editoria della Presidenza del Consiglio i 755mila euro ricevuti negli anni 1998 e 1999; già oggetto di un accantonamento in un fondo rischi. Come se non bastasse, sul tavolo del pubblico ministero è arrivata nei giorni scorsi la richiesta del Gip del tribunale di Roma, Giuseppe Renato Croce, di proseguire nelle indagini contro Altroconsumo,ipotizzando l`accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato. Altroconsumo promette battaglia “Abbiamo preso atto della sentenza del Consiglio -ha dichiarato Martinello – una sentenza certo formalista e molto rigorosa, a tratti discutibile. Sulla vicenda penale, per quel poco che sappiamo è un clamoroso errore giudiziario“. Altroconsumo intende continuare a lavorare: conta 300mila soci e un risultato gestionale del 2005 pari a 36.202 mila euro. “La nostra storia – ha affermato il presidente – è piena di gloriose campagne come quella sulla sicurezza degli alimenti, gli ogm, la trasparenza dei prezzi e le tariffe Rcauto,il richiamo delle 40mila Lancia Dedra ordinato dal Tribunale di Torino. Non saranno certo guerre fratricide e ambizioni politiche di altri a fermarci“. E infatti Martinello va avanti: nei giorni scorsi a casa Codacons,dove pendono quattro ricorsi del Tar per irregolarità su numero di iscritti e presunti finanziamenti da imprese, è arrivata una querela per diffamazione. Firmata, ovviamente, Altroconsumo.

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