19 Ottobre 2021

La grande stangata sul panettone: cosa accadrà

Con il Natale arriverà anche una raffica di aumenti che, tra gli altri, prevede una stangata sul panettone, il classico dolce milanese delle festività. Il prossimo 25 dicembre rischia di venire ricordato per essere molto salato per le tasche degli italiani. A parità di consumi rispetto al periodo pre-pandemia, il prossimo Natale potrebbe costare quasi 1,4 miliardi di euro in più e circa 768 euro l’anno in più a famiglia.
Il Natale sarà salato

Almeno stando a quanto annunciato dal Codacons che, dopo l’aumento delle bollette luce e gas e del carburante, ha puntato l’attenzione sul Natale 2021 che, secondo l’Associazione, sarà contrassegnato da aumenti dei prezzi non indifferenti, dovuti al rincaro dei costi delle materie prime e al caro energia. Si starebbe parlando di almeno 100 milioni di euro spesi in più rispetto al 2019 per il pranzo e la cena di Natale. Per quanto riguarda il panettone, che non può mancare sulla tavola natalizia, il rincaro potrebbe aggirarsi intorno al 20%. Senza contare l’aumento di pasta e pane.

Come riportato da La Nazione, Andrea Panchetti, presidente dolciari e panificatori di Cna Firenze, ha spiegato: “Elettricità, metano e gas sono aumentati ma anche le materie di trasformazione: dalla farina di grano tenero e duro che, nel giro di 4 mesi, è aumentata del 30% al burro del 40%. Le ripercussioni saranno inevitabili se nessuno interviene: i prezzi al consumo al momento sono stabili, ma i panificatori non negano che, fermo restando così le cose, dovranno essere ritoccati di un 5-10%”. Per quanto concerne il settore alimentare, nelle ultime settimane produttori e distributori hanno denunciato i rincari dei prezzi delle materie prime, come farine, oli, burro, che potrebbero quindi portare all’aumento dei listini al dettaglio per tanti prodotti trasformati. Inoltre, a partire da ottobre vi è stato un notevole aumento delle tariffe di luce e gas, rispettivamente del +29,8% la prime e del +14,4% il secondo, che vanno a incidere sui costi di industrie e imprese.
Il costo della benzinna incide su tutto

Senza poi tralasciare il caro-benzina, con la verde che è arrivata a costare il 23,4% in più rispetto allo scorso anno e il gasolio che ha segnato un aumento del 24,3%. L’aumento dei carburanti incide su tutti gli spostamenti degli italiani e sui vari trasporti, con conseguenti aumenti dei listini al dettaglio dei prodotti che vengono trasportati. Ricordiamoci infatti che nel nostro Paese ben l’85% della merce viaggia su gomma. La Cna Firenze ha fatto una stima di quanto potrebbero aumentare alcuni degli alimenti maggiormente presenti sulle tavole dei fiorentini: per esempio, mezzo chilo di pane toscano potrebbe passare da 1.60 a 1.70, il trancio di pizza da 1.40 a 1.50 mentre la crostata alla marmellata da 18 a 19 euro al chilo.

Panchetti ha aggiunto: “Si tratta di produzioni artigianali non di prodotti industriali. Per quanto riguarda altri prodotti come la pasta, oltre all’aumento delle materie prime e delle spese legate alle utenze, c’è anche quello dei materiali di confezionamento come cartone e polistirolo che registra circa un +10%. Occorre immediatamente calmierare i prezzi e capire se tali aumenti derivino da una carenza delle materie o invece, meramente, da speculazione”. Il prossimo non sarà un dolce Natale, si preannuncia abbastanza salato.

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