15 Aprile 2010

La grande crisi dell’ arredamento

QUALE MIGLIORE occasione del Salone del Mobile per lanciare al governo un messaggio chiaro: E noi? Che fine facciamo, senza incentivi?. L’ industria del legno riunita nell’ annuale kermesse milanese non si lascia sfuggire il palcoscenico d’ eccezione per manifestare tutta la delusione sulla partita delle agevolazioni (al via da oggi). Il bilancio del 2009 da dimenticare, e viene liquidato da FederlegnoArredo e Cosmit come annus horribilis. Mentre il 2010 partito con il piede sbagliato: incentivi pi scarsi di quelli che ci si aspettava e consumatori costretti a rimandare gli acquisti a data (e sconti) da destinarsi. Per il presidente di FederlegnoArredo Rosario Messina se c’ una cosa che non si pu e non si deve sfruttare l’ effetto annuncio. Prima – continua – si sono annunciati incentivi di dimensioni roboanti, con l’ effetto di ritardare i pochi consumi che si sarebbero realizzati, poi gli incentivi si sono rivelati molto pi poveri di quelli annunciati, con l’ effetto di deludere i consumatori e, quindi, di posticipare ulteriormente gli acquisti. Le speranze cos di un’ uscita di emergenza dalla crisi sono le prime a morire. Mai vista una crisi cos pesante: sconsolato Messina snocciola gli spiccioli rimasti: Alcuni mercati sono letteralmente evaporati e i dati lo dimostrano. Il fatturato dell’ intera filiera legno-arredamento diiminuito del 18,2% scendendo a 32,4 miliardi di euro. un grido d’ allarme che nei padiglioni della Fiera echeggia tra consolle, sagome di sedie, mobili made in Brianza e viene replicato dallo sfogo di Emma Marcegaglia, ospite d’ onore, invitata a inaugurare la quarantanovesima edizione del Salone: Chiediamo al governo un ripensamento e un’ attenzione maggiore nei confronti del settore come quello del mobile e dell’ arredo. Un settore che fondamentale per la nostra economia con i suoi 40 miliardi di euro di fatturato e 400mila addetti. Forse il pi autentico settore del made in Italy. Piccole e medie imprese di antica tradizione, ricerca, innovazione e design capace di attrarre gusto e curiosit da tutto il mondo: il capitale irrinunciabile da cui secondo la Marcegaglia il governo sarebbe dovuto partire per rilanciare l’ economia in una crisi che ha sovrastato tutti i settori: Il tema dell’ equilibrio dei conti pubblici un’ esigenza reale – aggiunge il n umero uno di Confindutria – ma abbiamo avuto il pacchetto di stimoli pi basso tra i Paesi Ocse e in un momento delicato come questo supportare i consumatori per l’ acquisto di mobili e altri beni fondamentali pu essere un modo intelligente per aiutare i cittadini e le aziende. Abbiamo tutti tirato la cinghia. E’ il momento che anche lo Stato faccia lo stesso Questioni di zero, troppo pochi per i consumatori. Le lamentele del presidente degli industriali infatti trovano subito sponda nel Codacons, preoccupato che i 300 milioni di aiuti ai settori in crisi possano finire prima che la maggior parte degli italiani se ne accorga: Lo stanziamento non riuscir nemmeno a dare fiato ai settori incentivati. Il governo ascolti la Marcegaglia e aggiunga uno zero, passando da 300 milioni a 3 miliardi . Il governo dal canto suo si affida alla neo-sottosegretaria all’ Attuazione del programma Daniela Santanch, che rimanda la discussione su legno e derivati al 22 aprile, data in cui previsto il tavolo per studiare le misure pi adatte ai problemi del comparto. Un tavolo che dal Salone del Mobile sperano sia made in Italy. [email protected] riproduzione riservata 15/04/2010 federlegno accusaSi fatta una dannosa politica degli annunci, seguita da fondi scarsi 15/04/2010 300 milioni di euro i fondi stanziati per l’ acquisto di ciclomotori, cucine, elettrodomestici, abbonamenti a internet veloce, motori marini 15/04/2010 12.700 posti di lavoro persi nel corso del 2009 nel settore dei mobili e dell’ arredamento, con la chiusura di 1.800 imprese 15/04/2010.
 

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