LA GIORNATA CONTRO I RINCARI
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fonte:
- Il Mattino
Lo shopping ieri non s`è fermato, ma qualche esercente conferma: le vendite sono calate con picchi, in qualche caso, addirittura del 60%. «Siamo assolutamente soddisfatti per come si è svolta l`iniziativa – commenta il presidente del Codacons, Enrico Marchetti – ed abbiamo avuto notizia di cali sensibili soprattutto nei mercati. Molti operatori si sono lamentati dei magri incassi». L`impressione è che, quindi, il terzo sciopero della spesa, in provincia di Salerno, in buona parte sia riuscito.
La sensazione di un?adesione più significativa rispetto alle passate edizioni s`è avuta già in mattinata, quando almeno 200 persone hanno preso parte al sit in dinanzi alla Prefettura, con folti capannelli non solo delle quattro associazioni dei consumatori (Codacons, Adoc, Federconsumatori, Adusbef), ma anche di lavoratori e pensionati con in mano bandiere di Cgil, Cisl e Uil.
Stando alle parole degli organizzatori (e non solo), quindi, ieri s`è speso meno. A risentirne particolarmente è stato l`ambulantato. Poca gente nei mercati (o comunque meno del solito) e incassi magri. «Il calo s`è avvertito – conferma il presidente degli ambulanti della Confesercenti, Salvatore Califano – in qualche caso ha toccato anche il 60-65%. Del resto ce lo aspettavamo: l`euro, inutile nasconderlo, ha avuto effetti distorsivi sui prezzi e tanti hanno equiparato l`euro alle vecchie mille lire. Bisogna sicuramente fare qualcosa contro questi rincari. Devo però dire che i mercati sono probabilmente le uniche aree in cui gli aumenti arbitrari si sono visti di meno».
Dai rappresentanti del commercio fisso, invece, vengono bilanci assolutamente differenti. «La giornata di shopping – dice Rino Irace, vice presidente dell`Ascom cittadina – è stata assolutamente normale. Del resto, simili iniziative in Italia non sono mai riuscite, l`America è un`altra cosa. Ritengo sbagliato pure l`obiettivo: se si bacchettano i rincari dell`agroalimentare, che è distribuito tra il 50 e l`80% dalla grande distribuzione, perché prendersela con i piccoli esercenti?».
Di diverso avviso i consumatori, che invocano l`attivazione dell`Osservatorio comunale sui prezzi e il potenziamento della polizia annonaria. «Nessun negoziante – replica Irace – potrebbe vendere le zucchine a 2 euro se nel negozio accanto si vendono a 50 centesimi. La situazione è effettivamente drammatica e ben hanno fatto gli svedesi ad andarci con i piedi di piombo con l`euro. L`Osservatorio sui prezzi? Non serve a niente. Se assumiamo che la nostra è una società consumistica, allora il mercato deve camminare con la libera concorrenza, senza strozzarlo però con le concentrazioni, com`è avvenuto per le banche».
Pollice verso anche all`idea di sguinzagliare la polizia annonaria a controllare i prezzi: «È inimmaginabile combattere l`inflazione con i vigili urbani – dice Irace – Del resto cosa dovrebbero fare, imporre il prezzo agli esercenti? Sarebbe un libero mercato, questo?».
Fatto sta che, per i consumatori, lo shopping, anche di prima necessità, costa sempre di più. E nel pomeriggio di ieri pensionati e massaie si sono presentati in piazza Portanova dove sono state raccolte nuove firme per dar voce alla protesta anti rincari.
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