La Germania trionfa, l’ Italia si difende
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fonte:
- Libero
Berlino e Londra promosse. Roma no. Suona come una doccia fredda il rapporto diffuso ieri dall’ Ocse. Specie per chi pensava che il nostro Paese era già uscito dal tunnel e si era messo in testa alla truppa dei più virtuosi. Non è proprio così, almeno stando alle indicazioni dell’ Organiz zazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Che non di rado ci dipinge come la Cenerentola d’ Europa. Fatto sta che nel secondo trimestre del 2010 l’ Italia ha un po’ rallentato il ritmo di crescita. Mentre va decisamente meglio altrove. Vola, infatti, l’ economia tedesca, come mai era successo dalla riunificazione, e torna a fare da traino al prodotto interno lordo europeo. Tra aprile e giugno di quest’ anno la Germania ha messo a segno una crescita del Pil del 2,2% su base congiunturale e del 3,7% su base tendenziale e porta l’ economia europea aun aumento dell’ 1% rispetto ai primi tre mesi di quest’ anno e dell’ 1,7% rispetto ad aprile-giugno 2009. Bene, dunque, anche l’ Inghil terra mentre più lenta, come accennato, è risultata la ripresa in Italia che nel secondo trimestre di quest’ anno è cresciuta meno degli altri Paesi europei su base congiunturale e meno di tutti i Paesi G7 rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Nel confronto sull’ anno il Belpaese è cresciuto anche meno del Giappone e degli Stati Uniti, che nel secondo trimestre hanno registrato una battuta d’ arresto segnando un aumento del Pil inferiore a quello dei primi tre mesi del 2010. Una vera e propria esplosione, insomma, per la Germania, ma anche per la Gran Bretagna, che «guidano una crescita più forte nell’ Unione europea mentre laripresa è rallentata in Giappone e negli Stati Uniti», sottolinea l’ isti tuto di Parigi. Nel complesso l’ area Ocse nel secondo trimestre è cresciuta dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,8% rispetto allo stesso trimestre del 2009. L’ Italia è sotto questa media: +0,4% su base congiunturale e +1,1% su base tendenziale. Ma soprattutto il nostra Paese sembra lontano dalle performance dell’ economia di Germania e Gran Bretagna. Il Pil inglese, a ruota dietro quello tedesco, è cresciuto dell’ 1,1% rispetto ai primi tre mesi del 2010 e dell’ 1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2009. Gli Stati Uniti hanno segnato una perfomance positiva sull’ anno (+3,2%), ma rispetto al primo trimestre dell’ anno arretrano con una crescita tra aprile e giugno dello 0,6% quando tra gennaio e marzo era stata dello 0,9 per cento. Peggio va in Giappone, dove nel secondo trimestre l’ economia è cresciuta su base congiunturale solo dello 0,1%, mentre su base tendenziale la crescita è dell’ 1,9%, molto inferiore al +4,4%, sempre tendenziale, registrato nel primo trimestre di quest’ anno. Il che conferma il mo mento «no» del Sol Levante ormai scavalcato dalla Cina come seconda potenza economica. Dati, quelli diffusi ieri dall’ organismo internazionale, che hanno immediatamente infiammato la polemica politica dentro i nostri confini. Con l’ opposizione pronta a speculare sulle stime Ocse. Per il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, «il governo Berlusconi-Tremonti-Bossi ha fallito. Continuare lungo la strada degli ultimi due anni porterebbe non solo maggiore disoccupazione ma anche maggior deficit pubblico». L’ Idv sottolinea che «è necessaria una politica industriale e un ministro dello Sviluppo all’ al tezza» della situazione. Allarme anche dai consumatori. Se per il Codacons i dati Ocse «dimostrano che l’ Italia più che locomotiva è la Cenerentola d’ Europa», per Adusbef e Federconsumatori c’ è «da attendere per l’ autunno una nuova stangata per le famiglie». F.D.D.
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