13 Settembre 2003

La frutta? Buona pure con la buccia

La frutta? Buona pure con la buccia

Al via la Campagna sui prodotti sicuri di Coldiretti, Agrifarma e Consumatori



«Ok, la frutta la mettete sotto il rubinetto, più per togliere la polvere accumulata che per altro. Poi la mordete, pure con la buccia. Fa bene e non c`è nessun pericolo. La nostra frutta è assolutamente buona». E i pesticidi, i fitofarmaci, il ddt, e tutte le altre porcherie che uno pensa ci siano dentro per farla così polposa, così lucida e in una parola così buona? «Roba finita, andata, sparita. Non si usano più. Adesso ci sono gli agrofarmaci per proteggerle dai parassiti. Sono le medicine delle piante, stessa base che le medicine umane. Una spruzzatina che poi se ne va e via». Siano d`accordo se la frutta è prodotta dalle nostre parti. L`agricoltura italiana e sotto stretto controllo. Ma per le banane e i kiwi come la mettiamo? Quelli mica crescono a Maserà. «La legge dice che chiunque venda frutta e verdura ci deve saper dire da dove viene, così ci regoliamo. Sta al consumatore chiedere la provenienza. Comunque dalle ricerche fatte dal Ministero per la sanità e dagli osservatori nazionali solo l`1 per cento su 20mila campioni esaminati mostrava residui pericolosi di agrofarmaci».
Ecco la ricetta della nuova campagna nazionale messa in piedi dall`Associazione nazionale delle imprese di Agrofarmaci, la Coldiretti e il cartello delle associazioni dei consumatori, Adoc, Adusbef, Codacons e Fdereconsumatori. Una campagna nazionale che suona così: frutta e verdura fanno bene quindi “tràttati con rispetto“ visto che i prodotti dell`agricoltura italiana sono “trattàti con rispetto“. Sul gioco dell`accento si sviluppa una promozione presentata ieri a Padova dal vicepresidente di Agrofarma Luigi Radaelli e il presidente della Coldiretti di Padova Eugenio Zaggia di cui sono le frasi con cui abbiamo iniziato l`articolo. Assente per improvviso impegno Claudio Golfetti del coordinamento dei Consumatori. In città i gazebo informativi saranno lunedì e martedì in corso Garibaldi e in piazza Sartori per tutto il giorno. Chi ci entrerà per informarsi riceverà fra l`altro in regalo una colorata borsa della spesa (di iuta e vuota s`intende) con la scritta “Trattati con rispetto“ sopra un disegno di frutta e verdura.

«Oggi l`agricoltura senza agrofarmaci sarebbe in grossa difficoltà – continua Radaelli – la superficie dovrebbe aumentare di un terzo e la produzione di frutta e verdura calerebbe del 40 per cento. Ma prprio per questo oggi l`agricoltura italiana è fra le più evolute in assoluto e fra le più corrette. Il 70 per cento della frutta non ha residui, il 28 ce li ha nella norma e l`1 è fuori, probabilmente però si tratta di produzioni importate, banane e kiwi». «Sappiamo che anche questo 1 per cento è insopportabile – aggiunge Zaggia- ma non ancora eliminabile. Possiamo farlo dando una maggiore informazione ai cittadini. Per esempio dicendo loro che la frutta estera entra perché è in competizione sul prezzo, non sulla qualità. Se adesso a Padova abbiamo i pomodori olandesi o le pesche spagnole è stato per la siccità. Chiedere la provenienza dei prodotti quando si fa la spesa allora può aiutarci a stare meglio in salute».



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