La forte crescita dell’export traina l’economia italiana
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Fatturato e ordini in marzo in decisa ripresa su base annua, nei dati diffusi ieri dall’Istat, tanto da far pensare a una "risalita significativa".
Il fatturato dell’industria italiana ha registrato in marzo un aumento dell’1,5% rispetto a febbraio, ma un balzo del 6,3% su base annua, il più alto da giugno del 2008.
A loro volta, gli ordini hanno segnato un aumento dell’1% su base mensile e del 13,1% su base annua, l’aumento più vistoso da giugno del 2007.
La crescita del fatturato è stata del 4,9% sul mercato interno e del 9,7% su quello estero, a conferma che la domanda estera cresce più dei consumi interni.
Prima di abbandonarsi a reazioni entusiaste, va notato che gli aumenti maggiori sono stati registrati per la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+31,5%), due settori influenzati dai rialzi dei prezzi. Positivo anche il dato annuo sui mezzi di trasporto (+18,3%) e per i prodotti farmaceutici (+18,3%), mentre si osserva un calo generale per l’estrazione mineraria, macchine e attrezzature e le altre industrie manifatturiere.
Quanto agli ordinativi, il risveglio interessa i computer, i prodotti di elettronica ed ottica, gli apparecchi elettromedicali, gli orologi (+25,9%). Industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori segnano un progresso del 20,2%, mentre per i mezzi di trasporto si ha un calo del 4,7%.
Il viceministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, ha spiegato che i dati sono stati trainati dalla forte crescita dell’export nei mercati europei ed anche in Gran Bretagna. Ottimista, Urso, anche sulle quotazioni dell’euro, che possono favorire le vendite all’estero.
Il Codacons ha un fatto personale con l’Istat e quindi smentisce i dati positivi. L’aumento annuale è dovuto al confronto con marzo 2009, quando fatturato e ordinativi segnarono un tracollo rispettivamente del 22,6% e del 26%. Quanto agli ultimi incentivi sono insufficienti, come si vede dai risultati.
Oltre l’industria, la CIA vede flebili segnali di ripresa in agricoltura, ma per le imprese i redditi denunciano "profondo rosso". Nel primo trimestre del 2010, la produzione è cresciuta del 2% e il valore aggiunto del 2,5%, ma i redditi sono crollati del 20,6% rispetto allo scorso anno. Nello stesso tempo, i costi produttivi, contributivi e burocratici salgono del 12% nel solo 2009..
L’agricoltura ha segnato negli ultimi cinque anni una flessione che supera il 6%. Il rapporto costi-prezzi nelle aziende agricole è decisamente peggiorato. Si può dire che tra il 2000 e il 2009 i redditi agricoli siano diminuiti del 30%.
L’industria si sta risvegliando, ma l’agricoltura rimane nel buio.
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