La fornitura dei dispositivi spetta all’ Asl, non alla Regione
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fonte:
- La Stampa
«Il ricorso è infondato e perciò va rigettato». Cosi ha deciso, ieri, il giudice Guglielmo Rende, 1ª sezione civile del Tribunale di Torino, in merito al ricorso presentato dal Codacons con il quale l’ associazione che tutela i consumatori chiedeva all’ autorità giudiziaria di ordinare al presidente della giunta regionale Alberto Cirio di provvedere immediatamente alla fornitura di Dpi (dispositivi di protezione: mascherine, guanti, camici monouso, visiere) e di effettuare tamponi faringei a tutti gli operatori sanitari (medici infermieri Os e personale d’ ambulanza), nonché forze di polizia e e agenti della municipale. Il giudice ha sottolineato come questo compito spetti ai datori di lavoro del personale in questione che non è la Regione, ma nell’ ordine le singole Asl, il ministero della Difesa e i vari Comuni. Pur fatta salvo e ribadito a più riprese nella sentenza che «il datore di lavoro è tenuto ad adottare nell’ esercizio della propria attività istituzionale o di impresa tutte le misure che secondo la particolarità del lavoro, l’ esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’ integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro», quest’ obbligo non è in capo alla Regione. Inoltre il Codacons non sarebbe legittimato a rappresentare il personale in questione. Accolte in buona parte le tesi del legale della Regione, Vittorio Barosio. «È una decisione non in linea con la giurisprudenza – spiega l’ avvocato Tiziana Sorriento, di Codacons -, noi agiamo nell’ interesse della salute dei cittadini».g. leg. Il tribunale.
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