La Fondazione e l’ inevitabile diluizione della quota
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
I Monti bond, contro cui combatte il Codacons, agitano le notti di chi ha a cuore la sorte della Fondazione Mps. L’ Ente presieduto da Gabriello Mancini, titolare del 34,17% del gruppo bancario senese (ha venduto di recente lo 0,77%), vuole avere ancora un futuro nell’ azionariato di Rocca Salimbeni, ma sa che questo risultato è ormai largamente nelle mani di altri. La Fondazione deve rientrare da un debito di 350 milioni e per farlo, avendo quasi tutto il patrimonio dentro il Montepaschi, sarà costretta a vendere un pacchetto del 10% almeno (a seconda dell’ andamento del titolo), nè potrà partecipare all’ aumento di capitale da un miliardo senza diritto d’ opzione, già deliberato e delegato al consiglio d’ amministrazione. Queste due mosse dovrebbero portare l’ Ente senese sotto il 15% nel capitale della banca, che nel frattempo sarà impegnata a rimborsare “per cassa” 4,071 miliardi allo Stato. Obiettivo non facile. Se anche solo parzialmente non fosse centrato, lo Stato diventerebbe azionista di Mps, con l’ inevitabile conseguenza di emarginare del tutto la Fondazione. Un rischio concreto . (C.Per.)
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