1 Ottobre 2004

La Finanziaria spacca l?Italia in due

La Finanziaria spacca l?Italia in due

Protestano i commercianti per gli studi di settore e a sorpresa anche la Lega si schiera con i «no»

Il giorno dopo l?approvazione della manovra economica per il 2005 si accende la reazione delle categorie insoddisfatte


FINANZIARIA, il giorno dopo. L?Italia, come ogni anno a fine settembre, si divide tra favorevoli e contrari. E l?Intesaconsumatori ha già fatto i conti: ogni famiglia spenderà 320 euro in più.
Ma il mondo maggiormente in mobilitazione è quello di commercianti, artigiani, professionisti e piccole imprese: per loro arriva una nuova rivoluzione per il pagamento delle tasse. Si chiama «pianificazione fiscale» ed è la nuova forma di «concordato a richiesta» introdotta dalla legge Finanziaria alla quale il governo affida, assieme alla revisione degli studi di settore e alle altre misure fiscali, anche il compito di reperire maggiori incassi tributari per 7 miliardi. Per i lavoratori autonomi sarà un cambiamento deciso. Il fisco presenterà loro il conto basandosi su alcuni parametri. E per chi aderisce c?è la promessa di uno stop ai controlli. Il calcolo varrà per tre anni, e il contribuente avrà sia la possibilità di contrattare minori versamenti (se può giustificarlo), sia ottenere uno sconto sulle maggiori imposte che verserà per aver avuto incassi superiori. Il nuovo strumento, che certo solo le norme attuative potranno «svelare» nei dettagli, somiglia moltissimo al «concordato di massa» varato nel ?94 dall?allora ministro delle Finanze Giulio Tremonti, e poi gestito dal suo successore Augusto Fantozzi: allora il fisco incassò in due anni circa 9.000 miliardi di lire. Ecco come funzionerà:
I contribuenti. Il nuovo regime scatterà a partire dall?anno d?imposta 2005 e riguarderà i titolari di reddito d?impresa e gli esercenti arti e professioni: in pratica riguarderà commercianti, artigiani, professionisti e piccoli imprenditori che già oggi sono sottoposti agli «studi di settori».
I benefici. Per i contribuenti sono due i benefici del nuovo sistema. Da una parte sarà il fisco a fare i conti e ci si potrà limitare ad accettarli, dall?altro chi aderisce otterrà uno «stop» ai poteri di controllo spettanti all?amministrazione finanziaria. Le verifiche scatteranno solo se il contribuente viene scoperto ad emettere fatture per operazioni inesistenti. Ma sono previsti anche due ulteriori «premi» per chi dichiarerà di più di quanto calcolato dal fisco, magari perchè l?attività è andata meglio del previsto: in questo caso si avrà uno sconto di 4 punti percentuali sull?aliquota dell?Ire (la nuova Irpef) o sull?Ires (la nuova Irpeg), si pagherà un?Iva media, e non si dovranno contributi previdenziali su questa quota di reddito.
Il meccanismo. La procedura individuata dalla finanziaria prevede che l?Agenzia delle Entrate, sulla base degli studi di settore e degli indicatori caratteristici dell?attività svolta, elabori una proposta di reddito imponibile e quindi delle imposte dovute per il prossimo triennio. La proposta sarà recapitata via lettera e i lavoratori autonomi avranno 30 giorni per accettare, evitando così i controlli.
Il contraddittorio. Il confronto potrà avvenire con un funzionario dell?Agenzia delle Entrate solo se si verificano alcune condizioni: se ci siano significativi cambiamenti strutturali nell?attività svolta (e in base alla quale sono stati stilati i calcoli del fisco) oppure se i dati utilizzati per la formulazione della proposta siano sensibilmente diversi dalla realtà.
Per chi non rispetta i patti. La «pianificazione» impegna i contribuenti a pagare quanto concordato per tre anni. Per chi non rispetterà questo impegno scatterà un «accertamento parziale»: cioè il fisco richiederà il pagamento del volume d?affari corrispondenti ai compensi o ai ricavi dell?accordo, ovviamente con l?applicazione di sanzioni e interessi di mora.

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