La Finanziaria è legge
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fonte:
- Il Secolo XIX
Dopo quattro letture e due voti di fiducia approvato il documento economico. Maggioranza soddisfatta, critiche da sindacati e consumatori
Berlusconi: svolta epocale. D`Alema: danno per il Paese
Roma Con il voto definitivo del Senato, la Finanziaria 2005 è legge: un traguardo raggiunto in extremis, alla vigilia di Capodanno, come non accadeva da oltre dieci anni. Accidentato l`iter parlamentare: quattro letture, due voti di fiducia, una valanga di norme e disposizioni aggiuntesi durante i 90 giorni di esame e dibattito. Alla fine il testo si presenta come un unico articolo, ma con 572 commi: una spinta in più per quanti chiedono una riforma urgente delle leggi di bilancio.
Procedure a parte, anche quest`anno le polemiche hanno colpito duro. Prima, il lungo braccio di ferro all`interno della maggioranza sul taglio delle tasse; poi, gli avvertimenti di Corte Costituzionale e Corte dei Conti che hanno costretto a cambiare in corsa alcune norme; infine, il consueto «assalto alla diligenza» delle varie lobby. Il tutto, attraversato da roventi battaglie fra maggioranza e opposizioni.
«E` una manovra che può essere definita epocale perché da qui in avanti lo Stato chiederà meno soldi ai cittadini per il suo funzionamento», ha detto il premier Silvio Berlusconi, subito rimbeccato dal presidente Ds Massimo D`Alema: «La Finanziaria è un danno per tutto il paese, cui si aggiunge la beffa di fare credere ai cittadini che pagheranno meno tasse».
Ma Berlusconi è stato netto. «L`opposizione ha detto no anche a provvedimenti favorevoli a tutti i cittadini – ha accusato, nel ringraziare la maggioranza ha rinunciato al riposo delle feste per chiudere la partita – Ma gli italiani possono segnare questa data nella loro storia personale: con l`eliminazione degli sprechi e il taglio della spesa corrente sarà possibile fare quanto non è stato fatto finora, cioé una diminuzione delle tasse per tutti i cittadini, cominciando dalle categorie più deboli».
Tutte argomentazioni smontate dall`opposizione per la quale si è di fronte, come dice D`Alema, «a un disastro imposto a colpi di fiducia calpestando i diritti del Parlamento». La replica è stata del capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama Renato Schifani: «Questa opposizione lacerata si compatta solo quando tenta di ingannare politicamente i cittadini. Le finanziarie fallimentari erano quelle dell`Ulivo».
Per il capogruppo di An al Senato, Domenico Nania, gli italiani ringrazieranno il governo a partire dal 27 del mese: «E` una finanziaria che aiuta le famiglie e che mette l`accento non più sull`aumento della pressione fiscale, ma sugli sgravi e di questo gli italiani si accorgeranno con le prossime buste paga». Per ora, tuttavia, i consumatori contestano l`ottimismo del governo: «Si indirizzano risorse economiche ai pochi che già le hanno e, allo stesso tempo, le tolgono alla stragrande maggioranza dei cittadini, attraverso balzelli e tagli ai trasferimenti che hanno ricadute pesanti sul potere di acquisto delle famiglie – sostiene Intesaconsumatori – Questa politica economica, dalle nostre previsioni, porterà ad un aggravio complessivo di circa 1.176 euro all`anno sul reddito delle famiglie».
Unanime il coro del centrosinistra. «Siamo di fronte ad una legge – ha detto Natale Ripamonti dei Verdi – con coperture finanziarie irrealistiche, irrealizzabili, se non addirittura inesistenti». E la bocciatura arriva anche dal sindacato. «Una Finanziaria colabrodo che peserà pesantemente nei prossimi mesi sulla possibilità di crescita del paese – è la tesi della Cgil – Sono stati ignorati i lavoratori e i pensionati e, per di più, con questa manovra il governo ha ferito il Parlamento in modo gravissimo». Critiche altrettanto forti dall`Ugl, il sindacato vicino a An: «E` una Finanziaria che toglie molto più di quello che dice di dare».
Resta, come detto, il problema di una manovra da cambiare nelle sue procedure. Una questione sollevata da molti nelle ultime settimane, ieri l`appello è arrivato anche dal presidente del Senato Marcello Pera. «Il lavoro sui conti pubblici quest`anno è stato piuttosto faticoso e questo è il minimo che si possa dire – ha commentato – Mi auguro che il 2005 possa portare delle novità su questo fronte e invito il governo ad essere più attento ed operoso su questa materia». Una sollecitazione subito raccolta dal ministro delle Riforme Istituzionali Roberto Calderoli: «Se riforma deve essere, me ne occupo io questa volta».
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