16 Novembre 2009

La Finanziaria comincia il suo percorso alla Camera

 La Finanziaria comincia il suo percorso alla Camera. E già si preannunciano molte novità rispetto al testo licenziato la settimana scorsa da Palazzo Madama. Nel maxi-emendamento nel quale il governo dovrebbe far confluire tutte le modifiche allo studio, potrebbe essere anche una sorta di mini-condono sui contributi previdenziali non versati. Tramonta, invece, il taglio dell’Irap. Potrebbe tornare all’orizzonte dell’esecutivo nella prima parte del 2010, con un decreto ad hoc. Inps. La misura allo studio dell’esecutivo prevede la possibilità di chiudere il contenzioso in materia di contributi previdenziali con uno sconto del 40% sulle sanzioni e gli interessi legali. Sarà possibile accedere alla chiusura agevolata per tutti i crediti accertati entro il 31 ottobre del 2009. Lavoro. Bonus fiscale per incoraggiare le imprese ad assumere i cassintegrati. I lavoratori espulsi dal processo produttivo potrebbero tornare in attività attraverso una nuova porta, quella del lavoro interinale. A traghettare chi vive oggi solo con un sussidio sarebbero le agenzie del lavoro, che sarebbero agevolate con tagli fiscali per ogni contratto duraturo che riusciranno ad ottenere. Irap e Irpef. Tramonta l’ipotesi di un taglio dell’Irap per le imprese e di una cedolare secca sugli affitti. Il governo punta ad alleggerire ulteriormente l’Irpef per dare ossigeno alle famiglie più povere. Sud. Tornerà nella Finanziaria la Banca del Mezzogiorno fortemente voluta dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Ma potrebbero esserci stanziamenti ad hoc anche per finanziare la ricerca. Scontrini. Lo Stato potrebbe mettere in palio una cifra per rendere più appetibile per i consumatori la richiesta dello scontrino fiscale nei pubblici esercizi. Una versione riveduta e corretta della lotteria «gratta e vinci» per contrastare l’evasione fiscale. Giustizia. Per trovare nuovi fondi per la razionalizzazione del settore della giustizia e per finanziare interventi di edilizia carcerario spunta un contributo obbligatorio per i processi esecutivi e una sospensione per i processi che riguardano gli «irreperibili». Robin Hood tax. Due le norme allo studio che riguardano banche e petrolieri: per le prime si tratterebbe di una sorta di riedizione della «Robin Hood tax». Le banche che ottengono aiuti pubblici sarebbero tenute ad una sorta di assicurazione obbligatoria. Ma la tassa sarebbe meno pesante per le banche che, invece di aumentare gli utili, decidessero di reinvestirli. Una nuova tassa colpirebbe inoltre i petrolieri: chi non adegua i listini sarebbe colpito con rincari che, secondo le ipotesi che circolano, sarebbero dell’1,5% in più sul prelievo ogni 9 giorni di ritardo.  Ipotesi questa che piace al Codacons: «È una misura che la nostra associazione chiede da cinque anni», dice il presidente Carlo Rienzi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this