La Finanza per ore a Banca Etruria
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fonte:
- Il Messaggero
L’ INCHIESTA Nuovo blitz ieri mattina nella sede civitavecchiese di Banca Etruria nell’ ambito dell’ indagine aperta dalla Procura dopo la morte del pensionato Luigino D’ Angelo. L’ uomo, titolare di obbligazioni subordinate dell’ istituto per un valore di circa 100 mila euro, si era infatti tolto la vita lo scorso 28 novembre, in seguito alla perdita di tutti i suoi risparmi a causa del decreto “salvabanche”. Dopo le visite dagli agenti del Commissariato, ai quali il pm Alessandra D’ Amore ha affidato le indagini, stavolta a fare visita alla banca di corso Centocelle è stato il nucleo della sezione tributaria della Guardia di Finanza. A quanto pare il magistrato che sta portando avanti l’ indagine per istigazione al suicidio, avrebbe chiesto consulenze specifiche alle Fiamme gialle e in particolare al nucleo che si occupa di materie tributarie e finanziarie. Il magistrato, infatti, ipotizza anche il reato di truffa ai danni dei risparmiatori. Infatti concentrata sul “profilo finanziario” della vittima l’ ipotesi di truffa formulata dalla dottoressa D’ Amore. Attraverso i documenti sequestrati durante la perquisizione, il pm e i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria intendono verificare se qualche dipendente della banca abbia raggirato D’ Angelo – pensionato e pertanto persona con bassa propensione al rischio – modificando il suo profilo, così da indurlo ad acquistare obbligazioni subordinate, che sono uno strumento finanziario con alto livello di rischio. Un’ acquisizione di documenti che ha richiesto ieri parecchie ore. Il gruppo specializzato della Guardia di Finanza si è infatti presentato negli uffici dell’ istituto di credito poco dopo l’ apertura, accompagnato dal pubblico ministero che ha voluto seguire personalmente questa delicata fase delle indagini e si è intrattenuto fino al pomeriggio. Da ieri dunque l’ indagine della Procura procede su due filoni paralleli: quello per istigazione al suicidio, che stanno portando avanti gli agenti del Commissariato e quello relativo alla truffa sulla sottoscrizione di obbligazioni subordinate (ossia esposte in caso di insolvenza della banca), che invece è stato delegato al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza. Per entrambi i filoni non ci sono ancora iscritti nel registro degli indagati. In contemporanea ieri si sono svolti blitz sia nella filiale di Tarquinia che nella sede centrale di Banca Etruria ad Arezzo. Soddisfatto il presidente del Codacons Carlo Rienzi. «La Procura, che indaga a seguito dell’ esposto Codacons in cui si ipotizzava il reato di istigazione al suicidio – si legge in una nota del presidente ieri rappresentato dalla referente locale Sabrina De Paolis – ha accolto in pieno la nostra richiesta e sta procedendo a effettuare perquisizioni presso la sede della banca. Questa operazione è di fondamentale importanza per ricostruire i fatti e accertare le responsabilità connesse al suicidio del pensionato e per tale motivo auspichiamo massima severità e rigore nelle doverose verifiche». Cristina Gazzellini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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