28 Gennaio 2016

La fiducia dei consumatori al massimo storico

La fiducia dei consumatori al massimo storico

L’ Istat: miglior risultato degli ultimi 21 anni. Scende invece l’ analogo dato delle imprese Un nuovo massimo storico: è quello raggiunto nel mese di gennaio dall’ indice che misura il clima di fiducia dei consumatori. La rilavazione dell’ Istat lo ha infatti fissato a quota 118,9 punti dai 117,7 che erano stati raggiunti nel mese precedente. Si tratta, appunto, del livello più alto dall’ inizio delle serie storiche, il cui primo dato risale a 21 anni fa (nel gennaio 1995). Numeri che sono subito stati commentati dal premier Matteo Renzi: «È la fiducia la nostra riforma più importante. Tutti gli indicatori ci dicono che in Italia sta tornando la fiducia. Oggi Istat addirittura certifica che la fiducia dei consumatori italiani è al top da 21 anni». Su Facebook il presidente del Consiglio ha sottolineato come, «italiano tra gli italiani, so che dobbiamo insistere, lavorare, perseverare senza tregua. Ma aver restituito il futuro agli italiani è la riforma più bella e più importante che ha fatto la politica negli ultimi due anni. Avanti tutta, l’ Italia riparte». Nel dettaglio Analizzando il risultato più nel dettaglio, emerge che tutte le stime che vanno a comporre il clima di fiducia dei consumatori migliorano. L’ incremento risulta maggiore per le componenti personale e corrente (rispet l’ Unità Giovedì, 28 Gennaio 2016 tivamente a 107,6 da 104,5 e a 113,5 da 109,1) mentre è più contenuto per la componente economica (a 153,5 da 153,0) e quella futura (a 127,7 da 127,3). Diminuiscono invece lievemente i saldi delle stime sia dei giudizi sia delle attese sull’ attuale situazione economica del Paese (a -25 da -24 e a 24 da 25, rispettivamente). Per i giudizi sui prezzi nei passati 12 mesi, il saldo scende a -25 da -16. Quanto alle attese sui prezzi nei prossimi 12 mesi, il saldo passa a -13 da -11. Ed ancora, calano le attese di disoccupazione (a 1 da 2). A fare da contraltare al dato positivo sui consumatori c’ è stata ieri l’ analoga rilevazione condotta dall’ Istituto di Statistica sulle imprese. Infatti, per quest’ ultime l’ indice composito (Iesi) è sceso nel mese di gennaio al livello di 101,5 dal precedente 105,6 pur rimanendo sui valori più alti dopo l’ inizio della crisi. E per le aziende il cli ma di fiducia peggiora in tutti i settori. In particolare, l’ Istat evidenzia come cali «significativi» toccano i servizi di mercato (a 106,6 da 113,9) e il commercio al dettaglio (a 101,9 da 108,8), mentre flessioni più contenute colpiscono la manifattura (a 103,2 da 104,0) e le costruzioni (a 114,6 da 114,8). Nelle imprese manifatturiere peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione, mentre i giudizi sulle scorte rimangono stabili. Nelle costruzioni migliorano le attese sull’ occupazione ma peggiorano i giudizi sugli ordini e piani di costruzione. Nei servizi di mercato, poi, si contraggono i giudizi e le attese sugli ordini e le attese sull’ andamento generale dell’ economia. E nel commercio al dettaglio, infine, peggiorano sia i giudizi sulle vendite correnti sia le attese sulle vendite future; in accumulo sono giudicate le scorte di magazzino. I consumatori Per il Codacons «il dato registrato dal l’ Istat e relativo alla fiducia dei consumatori per il mese di gennaio è un segnale importantissimo ai fini della ripresa economica del paese, ma da solo non basta e va sostenuto dal Governo». L’ associazione dei consumatori ritiene che «la fiducia delle famiglie in crescita è un segnale molto importante, perché si riflette in modo diretto sui consumi futuri e sulla propensione alla spesa. Però è evidente che ai fini della ripresa l’ elemento astratto della fiducia da solo non può essere sufficiente: il governo deve fare la sua parte, adottando delle misure concrete per rilanciare il commercio, che si trova ancora alle prese con una situazione di difficoltà, e sostenere i consumi, sfruttando al meglio l’ ottimismo manifestato dai consumatori».

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